SAPENDOTI UNA PRESENZA di Nadezhda Slavova

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  Oggi, quasi per caso, mi sono imbattuto in una poesia di Nadezhda Slavova, Sapendoti una presenza , pubblicata nell’anno 2025. Non conoscevo l’autrice, ma queste parole mi hanno toccato in modo inaspettato. Forse perché parlano di un tipo di amore che sento molto vicino: quello che non ha bisogno di manifestarsi apertamente per esistere, che vive nei silenzi, nell’attesa, in ciò che non si può afferrare. La poesia si apre con una frase che mi ha colpito subito: “I poeti si innamorano anche dell’invisibile.” Ho sentito qualcosa vibrare dentro, come se in quelle parole ci fosse qualcosa che avevo già provato, ma che non ero mai riuscito a dire così chiaramente. C’è un’intimità delicata, sottile, che attraversa tutto il testo – un modo di amare che non pretende nulla, che si accontenta della presenza dell’altro anche solo come pensiero, come ricordo. Quello che mi ha emozionato di più è il modo in cui la poesia riesce a dare dignità e profondità a sentimenti spesso trascurati, come...

ORME SULLA SABBIA DI MARGARET FISHBACK POWERS

poesia orme sulla sabbia


ORME SULLA SABBIA

Questa notte ho fatto un sogno,
ho sognato che ho camminato sulla sabbia
accompagnato dal Signore
e sullo schermo della notte erano proiettati
tutti i giorni della mia vita. 
Ho guardato indietro e ho visto che
ad ogni giorno della mia vita,
apparivano due orme sulla sabbia:
una mia e una del Signore.
Così sono andato avanti, finché
tutti i miei giorni si esaurirono.
Allora mi fermai guardando indietro,
notando che in certi punti
c'era solo un'orma...
Questi posti coincidevano con i giorni
più difficili della mia vita;
i giorni di maggior angustia,
di maggiore paura e di maggior dolore.
Ho domandato, allora:
"Signore, Tu avevi detto che saresti stato con me
in tutti i giorni della mia vita,
ed io ho accettato di vivere con te,
perché mi hai lasciato solo proprio nei momenti
più difficili?".
Ed il Signore rispose:
"Figlio mio, Io ti amo e ti dissi che sarei stato
con te e che non ti avrei lasciato solo
neppure per un attimo:
i giorni in cui tu hai visto solo un'orma
sulla sabbia,
sono stati i giorni in cui ti ho portato in braccio".

Tutti hanno provato nella loro vita sconforto e tristezza pensando di essere soli, ma non è così.  Questa poesia l’ho letta molti anni fa quando era attribuita ad un anonimo brasiliano, oggi, molti anni dopo, si può testimoniare che è opera di Margaret Fishback Powers, ma a prescindere dalla sua paternità si può certamente dire che è una  poesia che veste un po’ le vite di tutti gli essere umani. Fa riflettere e commuovere e dona nuovamente la fiducia che spesso manca per continuare il proprio cammino

Tutti pensano di essere soli nei momenti di difficoltà, mentre in verità, hanno sempre accanto la mano tesa di qualcuno pronta nel bisogno. A volte si perde una persona cara e queste parole rendono meno doloroso l’addio, altre volte si fallisce in quello che più si desidera e la fiducia ritrovata ci da la forza di andare avanti.

Questa poesia fu composta da Margaret Fishback, una ragazza canadese che ad un tratto della sua vita, si è interrogata sul cammino da affrontare. La storia di come nacque, venne smarrita e ritrovata, si intreccia al racconto appassionante di una vita intensa piena di avversità e gioie. Un po’ come quelle di tutti noi. La poesia e il successivo libro – Orme sulla sabbia - (Footprints) sono stati amati e letti da milioni di lettori e tradotti in tutte le lingue del mondo. Per molti anni si è pensato che la poesia -Ho fatto un sogno- oggi universalmente conosciuta come “Orme nella sabbia”, fosse stata composta da un anonimo brasiliano. In realtà, è la bellissima opera della scrittrice canadese, che la compose nel 1964 a Echo Lake Youth Camp, in Kingston. Margaret ha vissuto assieme al marito Paul, a Coquitlam, British Columbia (Canada). Entrambi evangelisti, hanno vissuto per molti anni in giro per il mondo impegnandosi fattivamente in favore dei bambini.

Commenti

  1. Una poesia - preghiera bellissima, un invito ad avere fiducia nel Signore:Egli è sempre al nostro fianco e ci sostiene nelle tempeste che dobbiamo atraversare nel corso della nostra vita per giungere alla meta finale e stare finalmente insieme a Lui!

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  2. Amo questa poesia la sento viva e reale, è un Credo .

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  3. credevo anche io in Dio ma dopo sono successe tante cose per me tristissime e mal accettate come la perdita del marito all'età di 49 anni, la nascità di un nipote, oggi 21enne, che soffre di una grave malattia che avrà bisogno per tutta la vita di qualcuno acconto e queste cose sono come nella poesia i peggiori nella mia vita - allora mi domando se tu SIGNORE mi hai portato in collo ed eri con me - IO non l' ho sentito e ho sofferto e soffro ancora perciò per me la poesia è priva di senso, nemmeno ho mai sentito, come scrive il primo anonimo che lui è stato con me e mi ha sostenuto nelle tempeste....

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    1. Credere in Dio è una fede, Uno ce l'ha o non ce la non ci sono mezze misure non si può ogni volta che ci capita una disgrazia dare la colpa al nostro Dio che ci ha creato, la colpa è solamente la nostra. Ci sarebbero migliaia di esempi da fare m'ha per farvi capire ne basta uno, Ogni 5 secondi muore un bambino di fame di malattie e di quant'altro m'ha nessuno fa niente tutti vorrebbero dare la colpa a Dio o alle persone che lo hanno messo al mondo, ma preferiamo tenere cani gatti creature di Dio prigionieri nelle nostre case, con la scusa di volergli bene li priviamo dell libertà mentre lasciamo morire i bambini.Ogni volta che diamo da mangiare un pezzettino di carne o quant'altro a un cane o un gatto pensate che c'è un bambino che muore proprio perché gli manca quel pezzettino di carne ma a nessuno importa tanto la colpa è sempre di Dio, così abbiamo un colpevole e soddisfiamo le nostre vanità di essere padroni della vita di altre creature.

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