FARÒ DELLA MIA ANIMA UNO SCRIGNO DI KHALIL GIBRAN

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Questa è una fra le poesie d'amore più belle che siano mai state scritte da Khalil Gibran. In questo testo viene sottolineato come l’amore non vuole dire possedere, bensì, prima di tutto, aver cura dell'altro, in ogni modo. Amare vuole dire donarsi all’altro senza chiedere nulla in cambio. Farò della mia anima uno scrigno è la poesia d’amore tratta dal libro Le ali spezzate che afferma di dover amare la persona che si sceglie di avere al proprio fianco per tutta la vita. Farò della mia anima uno scrigno Farò della mia anima uno scrigno per la tua anima, del mio cuore una dimora per la tua bellezza, del mio petto un sepolcro per le tue pene. Ti amerò come le praterie amano la primavera, e vivrò in te la vita di un fiore sotto i raggi del sole. Canterò il tuo nome come la valle canta l’eco delle campane; ascolterò il linguaggio della tua anima come la spiaggia ascolta la storia delle onde. Kahlil Gibran è stato un poeta libanese naturalizzato statunitense, nato a New

COME RIACCENDERE IL DESIDERIO NELLA COPPIA

problemi di coppia

Dopo l’attrazione iniziale molte coppie, col passare del tempo non fanno più l'amore. Rassegnarsi è l'errore peggiore, perché in verità l'appetito viene mangiando. Come dicevano una volta i saggi nonni: "agli inizi è tutto rose e fiori". Dopo iniziano i mille ostacoli della vita, i problemi, le incomprensioni, ci si sente soli, il desiderio iniziale cala, l'insofferenza avanza.

Non si viaggia più alla stessa ora, silenzi, deserti e non ci si fa più compagnia. Si soffre, da un lato e dall’altro del letto, l’intimità sembra perduta ed il sesso inizia a sbiadire. Qualche rapporto solo nelle grandi occasioni dove non si soddisfa nessuno dei due e dopo ci si immerge nei rispettivi cuscini. In certi casi ci si illude che non ci sono problemi che infondo va bene così e allora iniziano i tradimenti e i sensi di colpa.
Spesso la passione viene inibita dall'ostilità e dagli stati ansiosi, allora bisogna far esplodere la rabbia vera e rimuovere l’ansia. Magari evitare per un po’ il contatto fisico, iniziare una nuova fase di corteggiamento, come una riconquista, e quindi la progressiva riscoperta del corpo del partner, partendo proprio dal quel benedetto bacio mai più dato e di cui si è persa la memoria. Non ci si sente più desiderati, non è tanto per sfogo fisico, ma mancano di più le attenzioni, le coccole, un benedetto bacio che non arriva mai. Non c’è più la voglia di stare assieme, di condividere i respiri, i pensieri, le intimità. Questo accade a tantissime coppie visti i risultati, delle separazioni e divorzi. Come cantava il famoso Franco Califano: “Si, d'accordo l'incontro un'emozione che ti scoppia dentro ….. ma poi, tutto il resto è noia”.
Per cercare un rimedio propongo una frase di Freud: “Trovare una cosa è infatti ritrovarla”. Abbandonare e rinunciare alla riconquista, alla sfida, alla fame, è la cosa più sbagliata. In effetti come per la fame va detto che anche qui l’appetito vien mangiando. Quando ci abbandoniamo ai piaceri del cibo accade che più mangiamo e più vogliamo mangiare. A volte il problema è proprio questo, con l’identico meccanismo, ovvero che pian piano non mangiamo più e non abbiamo più appetito. Non a caso si dice appetito sessuale, così come lo si dice per il cibo. È l'ipotalamo che li governa, una regione dell'encefalo, fondamentale per nutrirci, bere, dormire, riprodurci e amare. E infine non è un caso che l'ipotalamo e il cervello stesso usino il medesimo linguaggio molecolare per il desiderio di cibo e di sesso. E' la dopamina che attiva e ricompensa la serotonina che sopisce. Quindi basta a mettersi a dieta di sesso e iniziamo a riassaporare, anziché smorzare il termostato della passione.
Un semplice segreto per riaccendere la passione assopita, ovvero ricominciare a fare l'amore, e a farlo di frequente, alme­no una oppure due volte a settimana. Fate l’amore non vi rinunciate. Se invece tutto il problema è legato all’età ed al fisico che piano piano abbandona, c’è pur sempre il ricorso alle pillole di qualsivoglia colore, che però va presa dietro consiglio medico.

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