AMORE PERDUTO DI TOTÒ
Ci sono poesie che ti colpiscono per la complessità delle immagini, e poi ci sono quelle che ti arrivano dritte al cuore con parole semplici. Questa poesia di Totò intitolata Amore perduto appartiene decisamente alla seconda categoria.
AMORE PERDUTO
Ammore perduto,
i' t'ero truvato,
nun aggio saputo
tenerte cu' mme.
Ammore perduto,
mm'ha ditto 'stu core
ca tarde ha saputo
tu ch'ire pe mme.
Ammore perduto,
i' t'ero truvato,
nun aggio saputo
tenerte cu' mme.
Ammore perduto,
mm'ha ditto 'stu core
ca tarde ha saputo
tu ch'ire pe mme.
Totò, che molti ricordano soprattutto come principe della comicità italiana, in questa poesia mostra il suo volto più intimo e malinconico. Qui non c’è la maschera ironica, ma un uomo che guarda indietro a un sentimento finito, con quella nostalgia che non urla, ma pesa. L’amore perduto non è solo una persona che non c’è più: è un tempo che non torna, è un pezzo di sé che resta sospeso tra ricordo e rimpianto. Rimpianto di non aver saputo cogliere. La forza del testo sta proprio nella sua autenticità. Non troviamo artifici retorici complessi, ma emozioni nude e la consapevolezza che l’amore, quando finisce, non scompare del tutto. Rimane come un’eco, un’ombra dolceamara che accompagna la memoria. Totò sembra dirci che l’amore perduto continua a vivere dentro di noi, trasformandosi in esperienza, in nostalgia, a volte persino in poesia.
In un’epoca in cui l’amore viene spesso raccontato in modo spettacolare o idealizzato, questa poesia ci ricorda qualcosa di profondamente umano perché perdere qualcuno significa anche scoprire quanto siamo stati capaci di amare.
Ed è forse questo il messaggio più potente di Totò in questa poesia. L’amore, anche quando finisce, non è mai stato inutile. È stato vita.
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