SAPENDOTI UNA PRESENZA di Nadezhda Slavova

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  Oggi, quasi per caso, mi sono imbattuto in una poesia di Nadezhda Slavova, Sapendoti una presenza , pubblicata nell’anno 2025. Non conoscevo l’autrice, ma queste parole mi hanno toccato in modo inaspettato. Forse perché parlano di un tipo di amore che sento molto vicino: quello che non ha bisogno di manifestarsi apertamente per esistere, che vive nei silenzi, nell’attesa, in ciò che non si può afferrare. La poesia si apre con una frase che mi ha colpito subito: “I poeti si innamorano anche dell’invisibile.” Ho sentito qualcosa vibrare dentro, come se in quelle parole ci fosse qualcosa che avevo già provato, ma che non ero mai riuscito a dire così chiaramente. C’è un’intimità delicata, sottile, che attraversa tutto il testo – un modo di amare che non pretende nulla, che si accontenta della presenza dell’altro anche solo come pensiero, come ricordo. Quello che mi ha emozionato di più è il modo in cui la poesia riesce a dare dignità e profondità a sentimenti spesso trascurati, come...

TUTTI PERFETTAMENTE DIFETTOSI

diversità e omosessualità

Nella vita possiamo essere perfetti?  O comunque sia, si è in qualche modo difettosi, pieni di imperfezioni, di differenze, di deviazioni, dal solito, dal comune, dal normale? Tutti giudichiamo, classifichiamo, valutiamo, pesiamo, rifiutiamo, respingiamo, ripudiamo qualcosa. Forse nessuno accetta tutto e tutti. Invece a natura vera lo fa. 

A volte si ha semplicemente paura di chi è diverso o di qualcosa di nuovo che poi con il tempo piano piano diventa comune. In realtà se ci pensiamo bene, esistono uomini e donne, esistono tanti tipi di uomini ed altrettanti tipi di donne, esistono tante civiltà diverse, ci sono forme di vita differenti, modi di pensare ed agire discordanti. Ci sono specie di vita animali e vegetali. Il nostro universo è veramente tanto variegato e forse domani scopriremo che lo è ancora di più. Tutti hanno i loro pregi e tutti hanno i loro difetti perché un grande detto afferma che ogni medaglia ha il suo rovescio. Se riflettiamo un attimo possiamo ammettere che esistono piccole e grandi cose fatte in serie, tutte perfettamente uguali ed altre fatte artigianalmente,  tutte diverse tra loro e queste ultime sono quelle che hanno di fatto più valore. Tante cose apparentemente uguali fatte a mano che con i loro leggeri difetti sono perfette. Non ci dovrebbero essere pregiudizi in questo, sulle diversità. Qualcuno ha scritto: “Siamo stati giudicati da loro ed eravamo una piccola minoranza. Il nostro piccolo ghetto è diventato una grande casa accogliente poi. Ad un certo punto ci troveremo a superarli in numero?” Quando vi sono i pregiudizi vengono assunti comportamenti e atteggiamenti di distinzione e diversificazione fra le persone, e quindi spesso di discriminazione, con una conseguente modifica sul processo di inclusione sociale nei vari ambiti della famiglia, alla scuola, al lavoro. Io amo le diversità e sono convinto siano un bene, guai se fossimo tutti uguali. Eppure l’unicità ha in tutti i contesti un grande valore ed ogni essere è unico a modo suo.
Infondo perfezione e bellezza non è detto che vadano di pari passo, anzi in molti casi, la grande bellezza la dona la somme di tante imperfezioni. Sarebbe il caso di dire che l’imperfezione è quella che fa la differenza. Nel vero cambia tutto. E’ la natura umana è quella che vuole sempre e comunque cambiare le cose. Ci si innamora di qualcuno imperfetto e poi dopo vogliamo toglierli tutti i difetti, facendolo diventare un altro. In certi casi ho delle idee molto decise, molto ferme, altre volte mi chiedo perché se accettiamo tante diversità, tante forme di vita, tante imperfezioni, abbiamo poi tanta difficoltà ad accettare forme diverse ma comunque naturali come l’omosessualità. 

Forse c’è qualcosa che non va. Forse è sempre nella natura umana temere di essere sopraffatto o sconfitto da chi non è come noi. Ognuno vuol dare una discendenza alle proprie di imperfezioni e si vuole comunque ricordare che esistono uomini e donne e che un perché ci sarà.  

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