AMORE PERDUTO DI TOTÒ

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  Ci sono poesie che ti colpiscono per la complessità delle immagini, e poi ci sono quelle che ti arrivano dritte al cuore con parole semplici. Questa poesia di Totò intitolata Amore perduto appartiene decisamente alla seconda categoria. AMORE PERDUTO Ammore perduto, i' t'ero truvato, nun aggio saputo tenerte cu' mme. Ammore perduto, mm'ha ditto 'stu core ca tarde ha saputo tu ch'ire pe mme. Totò, che molti ricordano soprattutto come principe della comicità italiana, in questa poesia mostra il suo volto più intimo e malinconico. Qui non c’è la maschera ironica, ma un uomo che guarda indietro a un sentimento finito, con quella nostalgia che non urla, ma pesa. L’amore perduto non è solo una persona che non c’è più: è un tempo che non torna, è un pezzo di sé che resta sospeso tra ricordo e rimpianto. Rimpianto di non aver saputo cogliere. La forza del testo sta proprio nella sua autenticità. Non troviamo artifici retorici complessi, ma emozioni nude e la con...

PAPA FRANCESCO E LA RIVOLUZIONE CATTOLICA

il papa

Si è visto fin da subito, dai primi passi, che Papa era diverso dagli altri. Chissà come sarà ricordato. Ha iniziato con il perdono per l’aborto e continua per la sua strada, anche senza il consenso del suo ambiente. Papa Bergoglio continua la sua opera di trasformazione della Chiesa semplicemente affidandosi all’istino ed alla gentilezza.

Eletto Papa, ha subito chiarito uno dei suoi punti di vista, affermando che il tempo la fa da padrona nelle scelte. Lui non è per gli strattoni, ma procede piano piano, avviando quei processi di trasformazioni che inevitabilmente devono giungere, nonostante le resistenze incontrate. Sa bene che tutto questo richiede pazienza ma si ripete, fiducioso, che “Dio si manifesta nel tempo”.
Si sta occupando dei profughi denunciando la globalizzazione dell’indifferenza e gridando “vergogna”. Sostiene che la vita non è solo nascere e morire, ma bensì tutto quello che c’è nel mezzo, che è la vita vera. Sta trascurando un po’ la riforma strutturale della curia. Lo IOR dovrà fare solo ciò che dice il suo nome, “Istituto per le opere di religione” ed  amministrare con prudenza le risorse. Predilige la strategia del dialogo con l’Islam, per non fare il gioco dei fondamentalisti.
Per l’aborto ha detto a chiare lettere che “Nessuno può essere condannato per sempre, non è la logica del Vangelo”, seppure, per Francesco il matrimonio resta indissolubile.
Tanto altro è già stato fatto e sarà fatto e il tutto con la sua più importante rivoluzione che è quella del cambiamento fatto con tenerezza evangelica.
Chissà come sarà ricordato.

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