541. L’INVIDA E’ DIFFUSA E FA MALE

l'invidia

Ogni persona ha ciò che non vuole, e ciò che vorrebbe l’hanno gli altri.
                                                                                                                           (Jerome Klapka Jerome)

L’invidia è quel sentimento di rammarico che si prova per il successo e la felicità altrui, sia che l'interessato viva ingiustamente una esclusione da tale successo, sia che lo possieda e ne voleva l'esclusiva. L’insoddisfazione generalmente arriva per non essere riusciti a raggiungere un qualcosa che altri invece hanno conquistato. Quando si è affetti da gelosia si fanno sempre paragoni.

Uno ha l’aspetto più bello, l’altro ha la macchina più bella, uno ha un corpo fantastico, uno ha la casa dei sogni, uno ha tantissimi soldi, qualcun altro ha un talento innato, un altro ancora ha tanta personalità, uno ha tanta fortuna. Tutti questi confronti con le persone che vedi possono inevitabilmente farti provare invidia, perché sei profondamente geloso di quello che tu non sei. Per misurare noi stessi siamo indotti a paragonarci con gli altri, forse per realizzare meglio quanto possiamo valere, senza sapere che infondo ognuno di noi a modo suo è unico e che i paragoni vanno bene fino a quando cono costruttivi.
Ognuno di noi è straordinario, misurarsi in tutto e con tutti è un atteggiamento immaturo, perché nessuno è uguale ad un altro ed ognuno è unico, non vi è alcun bisogno di essere la copia di qualcuno che già esiste. Capire questo vuol dire cancellare l’invidia.
Guardare gli altri non va sempre bene, è il solito discorso che l’erba del vicino è sempre più verde, senza fermarsi un attimo a capire che forse anche quello stesso vicino farà lo stesso ragionamento verso di te e magari penserà che sei tu ad essere più fortunato e felice di lui. Fermiamoci a pensare per un secondo su questo aspetto. Due vicini che si invidiano l’un l’altro pensando di avere entrambi, l’erba meno bella dell’altro. Oggettivamente non può essere così, eppure entrambi si invidiano vicendevolmente diventando cattivi verso s e stessi e gli altri.

Alla stessa stregua vi sono poi persone che sanno di avere l’erba più bella di tutti, ma quando si rendono contro che esistono anche altre persone che godono di un’erba di tutto rispetto, iniziano a sentirsi meno allegri perché si vuole vivere l’esclusiva. Un meccanismo contorto dove se qualcuno è infelice, ti senti meglio; dove se tutti perdono qualcosa tu ti senti bene; al contrario se tutti riescono ad avere successo come, non va bene o ancora peggio se tutti hanno successo e tu no. Quella è una vera pillola amara da digerire ma poi spesso non è come sembra. Tu sai bene quello che accade a te ma non conosci quello che accade agli altri e per questo si diventa invidiosi. Però per gli altri è la stessa ed identica cosa, ti vedono dall'esterno e sanno bene cosa c'è al loro interno, e ciò crea invidia.  Tu misurandoti con gli altri pensi di non valere nulla, mentre gli altri ti appaiono appagati, ma in realtà potrebbero essere solo apparenze false. Tu conosci la tua interiorità, sei l'unico a conoscerla veramente mentre degli altri conosci solo l’immagine che vogliono trasmetterti, e viceversa. Però purtroppo l’invidia è la realtà per quanto dimostrano gli studi.

studi sull'invidia

Non vi è proprio più dubbio l’invidia è un sentimento molto diffuso. E’ dominante nella maggior parte delle persone e ci condiziona ogni volta che dobbiamo dare giudizi o valutazioni, sia su di noi che sugli altri. Lo stato d’animo dell’invidia ci guida tutti i giorni nelle nostre decisioni, diventando un fattore condizionante. Questa è la conclusione che ha raggiunto una ricerca condotta in ben quattro Università spagnole, ovvero la Carlos III di Madrid e quelle di Barcellona, Tarragona e Saragozza. Non è quindi un semplice parere misantropico di effimeri pseudo sapienti. Gli studi sono stati eseguiti sui comportamenti umani utilizzando un fattore che sta diventando infallibile in ogni settore, ovvero un algoritmo già sperimentato con successo in altri campi come la biologia. Il risultato emerso è che l’invidia condiziona senza dubbio il comportamento di una persona su tre, quindi un’alta percentuale.

Sono stati presi in esame ben 541 volontari ai quali è stato chiesto di decidere come affrontare alcune situazioni, optando tra comportamenti collaborativi, competitivi, con la possibilità di privilegiare i propri interessi oppure quelli collettivi. L’algoritmo ha categorizzato quattro tipi di persone: gli invidiosi, che vogliono sempre prevalere sugli altri, anche a costo di ottenere meno; gli ottimisti, convinti di saper scegliere l’opzione che vada bene a tutti; i pessimisti, che hanno scelto il meno peggio, vedendo negatività in ogni possibilità; i fiduciosi, che propendono sempre per il gioco di squadra senza pensare ai risultati. Il 60% dei volontari si distribuisce equamente tra ottimisti, pessimisti e fiduciosi, ma comunque la categoria degli invidiosi ha raggiunto il 30%.

Almeno lo sappiamo, per colpa di questo tremendo sentimento o risentimento si diventa falsi verso gli altri, si inizia a pretendere di avere ciò che non si ha, inizi ad impiantare competizioni insane, e si fanno speranza di cattiveria verso la sorte di chi ci provoca invidia.  L'essere invidioso porta solo ad una vita infelice, bisogna smettere di paragonarsi agli  altri, così’ si scaccia l’invidia e la cattiveria. Bisogna essere più maturi apprezzando e rispettando se stessi innanzitutto.

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