IL RICORDO DI KAHLIL GIBRAN

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Kahlil Gibran è stato un poeta libanese naturalizzato statunitense, nato a New York l’11 aprile 1931. Visto inizialmente come uno scrittore visionario perché le sue parole erano quelle di un profeta, capaci di forgiare le menti e imprimersi indelebili nelle coscienze.  Dall’indole solitaria e riflessiva, il poeta ha parlato del costante fluire dell’acqua, del ciclo della vita e del movimento degli astri tramutando il simbolismo naturale in una realtà effettiva dalla quale trarre preziosi insegnamenti. Le sue opere furono distribuite ben oltre il suo paese d'origine e i suoi scritti divennero famosi anche perché considerati da molti come "perle di saggezza", nonché punti di riferimento mistici. Il suo libro più celebre è stato “Il profeta” pubblicato nel 1923. Un volume peculiare, unico nel suo genere, composto di ventisei saggi scritti sotto forma di poesia. Gibran, in molti dei suoi componimenti, descrive la realtà e il mondo con termini di riflessioni spirituali. "

I NUOVI RUNNER NELLO SPORT INDIVIDUALE

runner che corrono

Non molto tempo fa, quando si usava ancora la lira, si apprendevano le notizie al tg, si guardava il "drive in", lo sport era riservato e praticato solo dai giovanissimi. Anche nel mondo professionistico le carriere erano veramente brevi. Invece oggi vediamo campioni ai massimi livelli anche in età ritenute un tempo impensabili.  Lo sport ha affascinato tutti, anche fra i dilettanti e i soli appassionati, e continua ad arruolare reclute. Molti sono quelli che praticano lo sport e tantissimi si riversano nel running dove bastano un semplice paia di scarpe.

Si può correre da soli o in gruppo, con la pioggia o col sole, in tuta o a dorso nudo, sull’asfalto o sulla sabbia, nelle città o nella natura,  con le scarpe o a piedi nudi, per passione o per un titolo, per protesta o per la pace, per i diritti dei bambini o delle donne, contro la violenza agli animali o per i senza tetto, per sentirsi uomini o donne, per rimanere in forma e vivere sano, per vivere un emozione o sperare in un miracolo, o semplicemente per sentire i profumi e godere dei colori. Ma perché?
Un ragazzo con viso pulito e l’anima sincera, seduto su di una panchina che guarda davanti a se ed inizia a correre e trascina dietro di se tantissime persone che senza conoscerlo lo accompagnano nella corsa. E la storia di Forrest Gump interpretato dall’attore Tom Hanks. Forrest Gump ha corso per oltre tre anni senza una meta forse solo per avere compagnia o per avere una speranza, o per mettersi in gioco ed affrontare una vera gara. Infondo la prima vera gara nella vita è quella con se stessi.
Il running può essere uno stimolo e un’incredibile  gasatura  per affrontare meglio le cose. Qualcuno ha detto: “Finché nessuno c’impedisce di correre nella natura quando ne abbiamo voglia,  la vita è bella”.                                                      

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