FARÒ DELLA MIA ANIMA UNO SCRIGNO DI KHALIL GIBRAN

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Questa è una fra le poesie d'amore più belle che siano mai state scritte da Khalil Gibran. In questo testo viene sottolineato come l’amore non vuole dire possedere, bensì, prima di tutto, aver cura dell'altro, in ogni modo. Amare vuole dire donarsi all’altro senza chiedere nulla in cambio. Farò della mia anima uno scrigno è la poesia d’amore tratta dal libro Le ali spezzate che afferma di dover amare la persona che si sceglie di avere al proprio fianco per tutta la vita. Farò della mia anima uno scrigno Farò della mia anima uno scrigno per la tua anima, del mio cuore una dimora per la tua bellezza, del mio petto un sepolcro per le tue pene. Ti amerò come le praterie amano la primavera, e vivrò in te la vita di un fiore sotto i raggi del sole. Canterò il tuo nome come la valle canta l’eco delle campane; ascolterò il linguaggio della tua anima come la spiaggia ascolta la storia delle onde. Kahlil Gibran è stato un poeta libanese naturalizzato statunitense, nato a New

GIOVANI E ADULTI. PROBLEMI DI COMUNICABILITA’.

giovani comunicazione nuova sui social network

Un problema molto diffuso al giorno d'oggi è l'incomunicabilità tra giovani e adulti.

Ma ci siamo mai chiesti quali siano le cause di questo fenomeno, l'incomunicabilità tra giovani e adulti, genitori e figli? Purtroppo l’ingresso nella fase adolescenziale, ed il successivo percorso, non sempre è fluido e lineare, soprattutto quando i figli iniziano a crescere e a diventare grandi. 

Molto spesso per i genitori è difficile accettare questo cambiamento, laddove notano che non vi è più bisogno di quella protezione e non riescono a capire che bisogna in tutti i modi favorire l’autonomia dei giovani. Permettergli di prendere decisioni autonomamente senza controllarlo fino al soffocamento. In molti casi e per diverse ragioni gli adulti pensano sempre più spesso che i giovani d'oggi sprechino la loro gioventù, definendola talvolta "bruciata". Ciò rende la comunicazione complessa, perché, tra essi non c'è un punto di incontro possibile. Ognuno è limitato alla propria visione del mondo senza pensare di accettare l'opinione altrui. A quel punto accade che i figli, o comunque i giovani, sventolano la bandiera dei propri diritti e cercano di ottenere rispetto attraverso lo scambio o la discussione, che causa conflitti e ribellioni da parte degli adolescenti verso l’autorità genitoriale. I punti più di invasione da parte dei grandi sono la conoscenza delle amicizie, dei fidanzatini e il genitore deve anche accettare di essere passato in secondo o terzo piano, a volte l’ultimo. Forse per questo diventano incapaci di penetrare nel loro mondo interiore fatto di affetti, desideri e speranze, giudicandoli poi infondo diversi da quello che sono. È pure vero che a tutti capita di essere incompresi perché ognuno ha le proprie convinzioni. Anche tra gli stessi adulti e parimenti tra giovani può capitare che gli uni non sia disposti ad accettare o analizzare più profondamente le affermazioni dell’altro, e così nascono incomprensioni e piccoli litigi che possono comunque rovinare l’esistenza di un rapporto.

I giovani preferiscono esprimere le loro emozioni e condividere i loro momenti più belli sui social network, metodo di comunicazione molto criticato dagli adulti, che considerano la rete un posto nocivo e insicuro. Lo scontro è sempre più acceso su questo argomento che accoglie le opinioni di esperti, i quali definiscono le amicizie dei giovani false e frivole. Questo è uno dei primi campi che gli adolescenti praticano per riuscire a individuarsi come adulto, perché il giovane sente la necessità di doversi separare dalle figure genitoriali e per fare questo processo deve mettere in discussione i modelli educativi e ribellarsi alle regole. 
L'adolescenza è un periodo difficile, caratterizzato da incomprensioni, disagi interiori, delusioni in diversi ambiti, che spaziano dalla famiglia, alla scuola, alle amicizie, ai primi amori, dalla decisione di strade sbagliate, fino alla mancata accettazione di se stessi e la lista potrebbe proseguire all'infinito. Gli adulti, che possono essere genitori, ma anche altri parenti, amici, insegnanti o educatori sembrano dimenticare di essere stati adolescenti anche loro, nonostante siano comunque vissuti in un'epoca diversa. E’ vero che in questi anni stiamo assistendo a una crisi totale del dialogo personale, si parla solo via web, in casa non si parla più, forse perché ormai anche la vecchia generazione quella dei grandi si è adattata al modo di comunicare della nuova generazione. Si vedono sempre più adulti impegnati nell'apprendere il funzionamento dei social, delle App di messaggistica, e diventano comunque, sempre più, investigatori sulle abitudini dei figlio. 
È facile quindi rendersi conto che il dialogo con questi adolescenti tecnologici è piuttosto assente. Ogni fascia d’età ha i suoi problemi che portano tristezza e sconsolazione, e quindi inevitabilmente il rifugio in un ambiente più distaccato sereno e tranquillo. A volte però, nonostante tutto anche all’interno della stessa famiglia, questi momenti degenerano in collera. Altre volte i giovani vengono rimproverati per degli insuccessi e gli animi si accendono ulteriormente. Una valutazione negativa a scuola, che per un giovane può sembrare una sconfitta, e spesso vista come un incidente di percorso. Un adulto, non può capire sempre, lo scombussolamento interiore di un giovane, seppur per un problema di poca importanza rispetto a quelli del "mondo reale", ma il disagio comunque c'è. Anche una delusione amorosa può essere sminuita da un genitore, nonostante sia un'esperienza sicuramente molto importante per il giovane. Questo è dovuto, appunto, all'incomunicabilità tra giovani e adulti. Questo mondo iper tecnologico è basato sulla velocità e sull'immediatezza, si vive nella fretta, non esiste più il tempo e la calma per l’ascolto quando invece il primo problema della incomunicabilità ad ogni livello è proprio l’ascolto. Bisognerebbe ripartire appunto dall'ascolto, dedicare del tempo alla relazione personali. I giovani hanno bisogno di essere accettati per quello che sono, anche se sembrano sbagliati e vorrebbero che i grandi prestassero attenzione a quello che dicono, anche quando si ha difficoltà a comprendere le motivazioni di certi comportamenti. A volte, non ci si parla per timore di non essere compresi, di essere giudicati. Uno degli ostacoli più grandi al dialogo che incontrano i giovani è l’errore comunemente commesso di sminuire i problemi dei giovani, trasmettendogli solo il messaggio che i loro problemi sono meno gravi di quelli dell’adulto e che sono facili da superare. Molto spesso succede che il figlio cerchi di parlare con il genitore il quale, invece di ascoltarlo, gli fornisce immediatamente sentenze e consigli senza riuscire a comprendere la difficoltà del momento. Questo porta a incomprensioni continue. Così la relazione tra genitori e figlie peggiora maggiormente e si conclude con un  distacco ulteriore delle parti rimangono in solitudine anche dopo il litigio, finché le ragioni della serenità e della pace tornano a prevalere, con la ripresa di un timido dialogo.

Però bisogna andare sempre avanti perché nella vita, non si va avanti se non si rischia, si rimane fermi in un punto, senza riuscire ad esprimere il proprio punto di vista e senza mai conoscere quello di chi ci circonda. Confrontarsi con qualcuno di più grande può arricchire il proprio bagaglio di cultura e di esperienza, così come può arricchire quello altrui. Confrontarsi, confrontarsi e confrontarsi, è la soluzione a questo problema che da anni intercorre tra giovani e adulti. 

                                                                            Autore Rosanna 18 anni

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