SAPENDOTI UNA PRESENZA di Nadezhda Slavova

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  Oggi, quasi per caso, mi sono imbattuto in una poesia di Nadezhda Slavova, Sapendoti una presenza , pubblicata nell’anno 2025. Non conoscevo l’autrice, ma queste parole mi hanno toccato in modo inaspettato. Forse perché parlano di un tipo di amore che sento molto vicino: quello che non ha bisogno di manifestarsi apertamente per esistere, che vive nei silenzi, nell’attesa, in ciò che non si può afferrare. La poesia si apre con una frase che mi ha colpito subito: “I poeti si innamorano anche dell’invisibile.” Ho sentito qualcosa vibrare dentro, come se in quelle parole ci fosse qualcosa che avevo già provato, ma che non ero mai riuscito a dire così chiaramente. C’è un’intimità delicata, sottile, che attraversa tutto il testo – un modo di amare che non pretende nulla, che si accontenta della presenza dell’altro anche solo come pensiero, come ricordo. Quello che mi ha emozionato di più è il modo in cui la poesia riesce a dare dignità e profondità a sentimenti spesso trascurati, come...

FIDEL CASTRO IL RIVOLUZIONARIO

il rivoluzionario fidel castro
NESSUN VERO RIVOLUZIONARIO MUORE INVANO

A pochi giorni dalla sua morte, le ceneri di Fidel Castro sono state raccolte in un'anfora che ha percorso tutta l'isola. Sono stati toccati tutti i luoghi che hanno scandito la storia della rivoluzione dei barbudos. L'isola saluta così uno dei rivoluzionari più discussi di tutto il Novecento.

Nacque a Birán, una frazione del comune di Mayarí, nella provincia di Holguín, dove il padre possedeva una piantagione di 93 kmq. Studiò a Santiago di Cuba, inizialmente alla scuola La Salle. Poi all'Avana, dove studiò nell'esclusivo collegio de Belén. Al termine si iscrisse alla facoltà di Diritto. Il governo dell'Avana ha deciso di tributare al 'líder maximo' nove giorni di lutto nazionale, i funerali si svolgeranno il 4 dicembre. Si potrebbero scrivere centinaia di pagine sul suo conto. Io voglio solo ricordare -in sintesi- quello che ha scritto la celebre Oriana Fallaci in una lettera a lui indirizzata, per l'intervista negata.  

New York, 1° ottobre 1983

 Signor Presidente,

mercoledì 28 settembre il Suo Ambasciatore all’Unesco, dottor Alfredo Guevara – da Lei inviato appositamente da Parigi a New York per recapitarmi il Suo messaggio – mi ha comunicato che l’intervista fissata per il mese di novembre era stata cancellata. Il motivo di questa decisione ha dell’incredibile. Questo messaggio è un insulto alla mia intelligenza e alla mia dignità. Il Suo gesto è un tradimento, nonché una mancanza di rispetto alla mia persona.

La verità è che Lei ha ritratto la parola data; mi ha tradita poiché si è pentito. E si è pentito perché ha avuto timore di parlare con me di Fidel Castro e degli argomenti per cui La consideravo un interlocutore ideale. (E anche io costituivo per Lei l’interlocutrice ideale.) In luogo di questo, Lei ha intravisto in quest’intervista il rischio che certi leader vedono in me: la donna scomoda, dal pensiero indipendente.

Si accorgerà che mercoledì 28 settembre Lei ha commesso un grave errore: non ha solo mandato all’aria un’intervista di prima qualità e di storico rilievo. Non ha solo indignato una persona che sarebbe stato molto più saggio non offendere e non insultare. Come un masso che cade pesantemente in un salone di cristallo e che infrange tutto ciò che vi è di prezioso, Lei ha distrutto qualcosa di molto più valore.

E per questa ragione, io non la assolverò.

Oriana Fallaci

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