HO FAME DELLA TUA BOCCA DI PABLO NERUDA

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  In questa poesia viene trattato l’amore sentimentale, carnale, giornaliero, completo in tutto il suo splendore. Si parla di condivisione e non privazione.  HO FAME DELLA TUA BOCCA Ho fame della tua bocca, della tua voce, dei tuoi capelli e vado per le strade senza nutrirmi, silenzioso, non mi sostiene il pane, l’alba mi sconvolge, cerco il suono liquido dei tuoi piedi nel giorno. Sono affamato del tuo riso che scorre, delle tue mani color di furioso granaio, ho fame della pallida pietra delle tue unghie, voglio mangiare la tua pelle come mandorla intatta. Voglio mangiare il fulmine bruciato nella tua bellezza, il naso sovrano dell’aitante volto, voglio mangiare l’ombra fugace delle tue ciglia e affamato vado e vengo annusando il crepuscolo, cercandoti, cercando il tuo cuore caldo come un puma nella solitudine di Quitratúe.    Nell’anno 1933 fu pubblicato un canzoniere erotico e amoroso che raccoglie testi che risalgono a dieci anni prima. Ogni verso ri

A TUTTE LE DONNE DI ALDA MERINI

MERINI

Per tutti coloro che compiono i primi passi verso questa poetessa posso dire che  Alda Merini è stata, oltre una poetessa famosa,  una delle donne più brillanti del secolo appena trascorso. Con le sue origini milanesi ha avuto una vita non molto facile, anzi piuttosto articolata, caratterizzata da tante opere importanti e quattro figlie. Spesso ricoverata in ospedale per disturbi bipolari che l’hanno accompagnata in tutta la sua non semplice vita. La poetessa dei navigli milanesi è morta nell’anno 2009 lottando fino alla fine per far riconoscere del proprio lavoro.  Questa è una delle poesie che lei ha dedicato a tutte le donne che considera creature belle e fragili che hanno segnato la storia.

 

A TUTTE LE DONNE

Fragile, opulenta donna, matrice del paradiso
sei un granello di colpa
anche agli occhi di Dio
malgrado le tue sante guerre
per l’emancipazione.
Spaccarono la tua bellezza
e rimane uno scheletro d’amore
che però grida ancora vendetta
e soltanto tu riesci
ancora a piangere,
poi ti volgi e vedi ancora i tuoi figli,
poi ti volti e non sai ancora dire
e taci meravigliata
e allora diventi grande come la terra
e innalzi il tuo canto d’amore.

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