FA CHE PER TE IO SIA L’ESTATE DI EMILY DICKINSON

fa che estate



Una delle più celebri e conosciute di Emily Dickinson. Queste frasi parlano dell’amore e dell’affetto per una persona cara, che non conosce stagioni, ma sboccia e canta anche quando la natura sembra confinata nella tomba dell'inverno. Emily Dickinson è tra le voci più note e citate della lirica moderna. Nei suoi versi la continua oscillazione tra estasi assoluta e smisurato dolore, tra desiderio e privazione, tra attesa e abbandono commuove il lettore, che immediatamente si identifica nell'autrice.

Fa che per te io sia l’estate
Quando saran fuggiti i giorni estivi!
La tua musica quando il fanello
tacerà e il pettirosso
A fiorire per te saprò sfuggire alla tomba
Riseminando il mio splendore!
E tu coglimi, anemone,
tuo fiore per l’eterno!
                        di Emily Dickinson


TESTO ORIGINALE
Summer for thee, grant I may be
When Summer days are flown!
Thy music still, when Whippowil
And Oriole - are done!
For thee to bloom, I'll skip the tomb
And row my blossoms o'er!
Pray gather me -
       Anemone -
Thy flower - forevermore!

TRADUZIONE LETTERALE
Estate per te, fa' ch'io sia
Quando i giorni d'Estate si saranno involati!
La tua musica anche, quando il Caprimulgo
E l'Oriolo - saranno andati!
Per sbocciare per te, sfuggirò alla tomba
E sopra vi spargerò la mia fioritura!
Ti prego coglimi -
       Anemone -
Il tuo fiore - per sempre!

Emily Dickinson


Poetessa statunitense. Nacque a Amherst, Massachusetts, nel 1830. Trascorse la sua vita nell'isolamento della casa paterna. Uniche uscite un viaggio a Washington nel 1855 e brevi soggiorni a Filadelfia, Boston e Cambridge. Compì studi irregolari rivelando un temperamento precocemente ribelle. Morì a Amherst nel 1886, vivendo gli ultimi anni, apparentemente statici, tra gravi lutti e una continua tensione fra ansia, creativa e angoscia dell'incapacità di esprimersi. Oggi la Dickinson è considerata tra i maggiori lirici moderni. La prima edizione completa delle poesie della Dickinson uscì nell'anno 1955. 

Secondo lei l’amore non ci è dovuto, è un sentimento che non può conoscere l’imperativo “devi”, e va donato quando il cuore sa che non potrebbe viverne senza. Per Emily l’amore è la prova dell’immortalità.

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