AMORE PERDUTO DI TOTÒ

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  Ci sono poesie che ti colpiscono per la complessità delle immagini, e poi ci sono quelle che ti arrivano dritte al cuore con parole semplici. Questa poesia di Totò intitolata Amore perduto appartiene decisamente alla seconda categoria. AMORE PERDUTO Ammore perduto, i' t'ero truvato, nun aggio saputo tenerte cu' mme. Ammore perduto, mm'ha ditto 'stu core ca tarde ha saputo tu ch'ire pe mme. Totò, che molti ricordano soprattutto come principe della comicità italiana, in questa poesia mostra il suo volto più intimo e malinconico. Qui non c’è la maschera ironica, ma un uomo che guarda indietro a un sentimento finito, con quella nostalgia che non urla, ma pesa. L’amore perduto non è solo una persona che non c’è più: è un tempo che non torna, è un pezzo di sé che resta sospeso tra ricordo e rimpianto. Rimpianto di non aver saputo cogliere. La forza del testo sta proprio nella sua autenticità. Non troviamo artifici retorici complessi, ma emozioni nude e la con...

SAN VALENTINO FESTA DEGLI INNAMORATI. MA CHI ERA?


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Il 14 febbraio tutti gli innamorati festeggiano e cercano il regalo più significativo per il proprio compagno. La giornata degli innamorati ha origini molto lontane, nel 496 d.C., quando il Papa Gelasio I volle porre fine agli antichi riti pagani dedicati al dio della fertilità Luperco. Questi riti venivano celebrati il 15 febbraio con festeggiamenti scatenati tra coppie improvvisate a caso. Le donne in dolce attesa, in occasione di questi riti di fertilità si prestavano volentieri al rituale, in onore dei nascituri e gli uomini si facevano strada completamente nudi per le vie cittadine.

In quel giorno, fu prescelto come santo per l’amore e per gli innamorati, San Valentino, vescovo di Terni, (allora Interamma), perché si era resto complice, più volte, di amanti sfortunati. L’episodio più noto fu il matrimonio celebrato tra Sabino e Serapia, ovvero  un legionario romano ed una giovane donna cristiana, matrimonio che fu molto contrastato. Si narra pure che per questo matrimonio, non voluto dalle fedi religiose, San Valentino sarebbe poi stato giustiziato.

Per "battezzare" la festa dell'amore, il Papa Gelasio I decise di fissare il giorno spostarlo al giorno precedente, ai riti pagani, dedicandola a San Valentino, facendolo quindi diventare il protettore di tutti gli innamorati. Fu prescelto lui perché proteggeva gli innamorati, li guidava verso il matrimonio e li incoraggiava a mettere al mondo dei figli. Era proprio un difensore delle storie d’amore, soprattutto quelle infelici. In realtà il merito di aver consacrato San Valentino come santo patrono dell'amore, secondo la letteratura moderna, è da attribuire a Geoffrey Chaucer, l'autore dei Racconti di Canterbury che alla fine del '300 scrisse,  in onore delle nozze tra Riccardo II e Anna di Boemia, The Parliament of Fowls, un poema in 700 versi che associa Cupido a San Valentino.

La vera ricchezza attuale di San Valentino, alla quale va data la notorietà del santo è senza dubbio l’incrocio di affari tra cene, regali, fiori, feste ed altro che considerando solo l’Italia fattura già milioni di euro.

Commenti

  1. Chi ci crede in questa festa è fortunato oppure illuso. Oppure altro ancora

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