3 CONSIGLI QUANDO FINISCE UNA RELAZIONE

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  Quando una relazione si interrompe, il mondo sembra perdere per un attimo la sua forma. È naturale provare tristezza, confusione, rabbia o persino sollievo. Con il tempo ho capito che il primo passo, quello davvero decisivo, è concedersi il diritto di sentire tutto ciò che arriva, senza giudizio.  Le emozioni, soprattutto quelle dolorose, chiedono solo di essere accolte: respingerle le rende più invadenti, mentre riconoscerle apre la strada alla guarigione. In questa fase, tornare alle attività che avevo trascurato — lo sport, gli hobby, le routine che parlavano davvero di me — è stato un modo per ritrovare equilibrio, sicurezza e una parte della mia identità che avevo messo in pausa. Solo dopo aver recuperato un po’ di stabilità interiore si può iniziare a ripensare al proprio spazio mentale, lasciando che il passato si dissolva gradualmente per fare posto a una nuova forma di sé. Sul piano psicologico, la sofferenza dopo una rottura ha radici profonde. Gli esperti spiega...

È GIUSTO FREQUENTARE SOLO CHI HA SUCCESSO?

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Jim Rohn il famoso imprenditore statunitense autore, conferenziere e speaker motivazionale, i cui principi hanno influenzato il settore della crescita ed il ruolo del lavoro degli altri, tramite i più noti formatori motivazionali, disse, tra le altre sue celebri frasi che, "ognuno di noi è la somma delle cinque persone che più si frequenta". Insomma lo stesso e primordiale concetto delle vecchie madri le quali invogliavano i propri figli ad andare con le persone che erano migliori di loro, mai con quelle peggiori. E’ un concetto molto semplice, che tutti hanno imparato nelle proprie famiglie.


Se vuoi riuscire ad avere successo, devi frequentare persone di successo, perché se riuscirai a contornarti di persone eccezionali lo diventerai anche tu. È vero ed è provato: tutte le persone che frequenti ti influenzano e tu influenzi loro a tua volta! In effetti lo sappiamo tutti, tutti ne siamo in qualche modo consapevoli, proprio perché lo abbiamo imparato da piccoli in famiglia. Se lo si volta al contrario, ricalza perfettamente quel vecchio proverbio che dice che: “chi va con lo zoppo impara a zoppicare”. Vera perla di saggezza antica. Ogni mamma si è raccomandata con il proprio figlio: “non farti influenzare dalle cattive compagnie”.

Oggi quei valori sono stati confermati dagli studi psicologici che hanno sottolineato quanto le relazioni con gli altri ci influenzano, sia in meglio che in peggio e con tanta intensità. In realtà questa veridicità può essere solo soppesata dall’esperienza della vita perché poi, probabilmente, ognuno di noi ha imparato a proprie spese che non sempre le persone di successo sono quelle migliori da tenere accanto.

Quindi non bisogna schivare i rapporti più importanti della nostra vita, solo perché non sono di successo, soprattutto quelli della famiglia e delle amicizie, anche perché sono quelli che portiamo più saldi dentro di noi ed hanno formato il nostro stile di essere. È più corretto relazionarci con le figure che ci circondano mantenendo una lucidità riflessiva che ci permetta di confrontarci con tutti, siano di successo o no, e accogliere empaticamente il punto di vista di tutti, anche perché il successo è anche frutto della fortuna, che si dice sia purtroppo cieca.

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