SE IN ITALIA IO FOSSI IL RE

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  https://link.amazon/B077BFYb5       LA TRAMA: SE IN ITALIA IO FOSSI IL RE Ci sono domande che una società preferisce non porsi. Domande scomode, capaci di incrinare certezze consolidate, mettere in discussione abitudini politiche e costringere ciascuno di noi a guardare oltre le parole con cui, troppo spesso, ci rassicuriamo. Che cosa significa governare davvero un Paese? Qual è il confine tra ciò che riteniamo giusto e ciò che siamo concretamente in grado di realizzare? E soprattutto: uno Stato può dirsi giusto quando proclama principi nobili, ma non riesce a trasformarli in risultati tangibili per i propri cittadini? C’è l'esigenza di osservare la politica non soltanto attraverso le dichiarazioni solenni, le contrapposizioni ideologiche o le promesse elettorali, ma attraverso le conseguenze reali delle decisioni pubbliche. Perché dietro ogni legge, ogni imposta, ogni divieto e ogni scelta di bilancio esiste una realtà che non può essere ignorata: quella delle fam...

C’È NELL'INTIMITÀ DEGLI UOMINI UN CONFINE DI ANNA ACHMÀTOVA

achmatova

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Penso che non vi sono dubbi sul fatto che in ogni uomo vi sia un confine che non può si oltrepassare. Almeno questo è quello che penso io.

Anna Andreevna Achmatova pseudonimo di Anna Andreevna Gorenko è stata una poetessa russa che non amava questo appellativo, perciò preferiva farsi definire un poeta. Nasce il 23 giugno 1889 a Bol’šòj Fontàn, un elegante suburbio di Odessa, terza di cinque figli, di un ingegnere meccanico di marina.

C’è nell'intimità degli uomini un confine


C’è nell'intimità degli uomini un confine
che né l’amore, né la passione possono osare:
le labbra si fondono nel terribile silenzio
e il cuore si spezza per amore.
Anche l’amicizia qui è impotente, e gli anni
pieni di felicità alta infiammata,
quando l’anima è libera e distratta
dal lento languore della voluttà.
Pazzo è colui che vi si appresta,
raggiungerlo è morire d’angoscia
Ora puoi capire perché non batte
il mio cuore sotto la tua mano.

La sua prima poesia è datata 1900, la prima pubblicata sulla rivista parigina “Sirus”, edita da Gumilëv nel 1907. La prima raccolta di versi, “Sera” esce nell'anno 1912. Nel 1914 pubblica il secondo libro, “Rosario” e con esso ottiene una vastissima popolarità. L’Achmàtova era vista come ex-moglie di poeta contro rivoluzionario. Inoltre negli anni fra il 1917 ed il 1921 non si era espressa in alcun modo riguardo all'adesione alla Rivoluzione, pur scegliendo di non emigrare. Mentre la Rivoluzione avrebbe dovuto portare aria di rinnovamento nell'arte, un rinnovamento socialista, la produzione poetica achmatoviana rimane sostanzialmente la stessa. Anna si ritrova sola, in una Russia che non la condanna ufficialmente, ma comunque palesemente a lei ostile. Anna Achmàtova, già sofferente di cuore muore di una crisi cardiaca a Domodedovo (Mosca), il 5 maggio 1966.

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