FARÒ DELLA MIA ANIMA UNO SCRIGNO DI KHALIL GIBRAN

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Questa è una fra le poesie d'amore più belle che siano mai state scritte da Khalil Gibran. In questo testo viene sottolineato come l’amore non vuole dire possedere, bensì, prima di tutto, aver cura dell'altro, in ogni modo. Amare vuole dire donarsi all’altro senza chiedere nulla in cambio. Farò della mia anima uno scrigno è la poesia d’amore tratta dal libro Le ali spezzate che afferma di dover amare la persona che si sceglie di avere al proprio fianco per tutta la vita. Farò della mia anima uno scrigno Farò della mia anima uno scrigno per la tua anima, del mio cuore una dimora per la tua bellezza, del mio petto un sepolcro per le tue pene. Ti amerò come le praterie amano la primavera, e vivrò in te la vita di un fiore sotto i raggi del sole. Canterò il tuo nome come la valle canta l’eco delle campane; ascolterò il linguaggio della tua anima come la spiaggia ascolta la storia delle onde. Kahlil Gibran è stato un poeta libanese naturalizzato statunitense, nato a New

C’È NELL'INTIMITÀ DEGLI UOMINI UN CONFINE DI ANNA ACHMÀTOVA

achmatova

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Penso che non vi sono dubbi sul fatto che in ogni uomo vi sia un confine che non può si oltrepassare. Almeno questo è quello che penso io.

Anna Andreevna Achmatova pseudonimo di Anna Andreevna Gorenko è stata una poetessa russa che non amava questo appellativo, perciò preferiva farsi definire un poeta. Nasce il 23 giugno 1889 a Bol’šòj Fontàn, un elegante suburbio di Odessa, terza di cinque figli, di un ingegnere meccanico di marina.

C’è nell'intimità degli uomini un confine

C’è nell'intimità degli uomini un confine
che né l’amore, né la passione possono osare:
le labbra si fondono nel terribile silenzio
e il cuore si spezza per amore.
Anche l’amicizia qui è impotente, e gli anni
pieni di felicità alta infiammata,
quando l’anima è libera e distratta
dal lento languore della voluttà.
Pazzo è colui che vi si appresta,
raggiungerlo è morire d’angoscia
Ora puoi capire perché non batte
il mio cuore sotto la tua mano.

La sua prima poesia è datata 1900, la prima pubblicata sulla rivista parigina “Sirus”, edita da Gumilëv nel 1907. La prima raccolta di versi, “Sera” esce nell'anno 1912. Nel 1914 pubblica il secondo libro, “Rosario” e con esso ottiene una vastissima popolarità. L’Achmàtova era vista come ex-moglie di poeta contro rivoluzionario. Inoltre negli anni fra il 1917 ed il 1921 non si era espressa in alcun modo riguardo all'adesione alla Rivoluzione, pur scegliendo di non emigrare. Mentre la Rivoluzione avrebbe dovuto portare aria di rinnovamento nell'arte, un rinnovamento socialista, la produzione poetica achmatoviana rimane sostanzialmente la stessa. Anna si ritrova sola, in una Russia che non la condanna ufficialmente, ma comunque palesemente a lei ostile. Anna Achmàtova, già sofferente di cuore muore di una crisi cardiaca a Domodedovo (Mosca), il 5 maggio 1966.

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