COME ESSERE UN PARTNER PERFETTO

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Tanti più saggi ci hanno già avvisati in passato che il principe azzurro non esiste, così come non esiste il fidanzato o partner ideale. E’ ora di prenderne atto e abbandonare l’illusione di avere un compagno eccellente o di poter essere perfetto o perfetta, sempre controllato e con il giusto equilibrio tra condivisione e indipendenza. E’ poco realistico che si avveri tutto ciò. Questo ci tiene bloccati in un costante senso di insoddisfazione ed inadeguatezza, impedendoci di sviluppare una piena fiducia e consapevolezza concreta. 


Cercare a tutti i costi di essere la coppia invidiata da chiunque è inutile quanto faticosissimo e porta inevitabilmente a sottoporre la relazione tra due persone ad uno stress non necessario. Ci sarebbe bisogno di una formula matematica  astrale che faccia quadrare ogni cosa. Nel passato Galileo Galilei affermò: “L’universo è scritto in lingua matematica, e i caratteri sono triangoli, cerchi, ed altre figure geometriche”. Questi calcoli riguardavano i pianeti e i fenomeni fisici, ma chissà se un giorno si potrà applicare a tutto. Ma poi è veramente così necessario essere prefetti o avere un compagno perfetto? L’attrazione fisica e l’amore a prima vista sono dei fattori rilevanti nel momento in cui si cerca un partner. È difficile negarlo, ma in fondo si tratta di un inizio in cui può prevalere una passione momentanea, intensa, ma fugace, dove raramente si arriva a trovare una stabilità. Trovare il partner perfetto e venire pure corrisposti è l’aspirazione di molti, ma per tentare di raggiungere l’obbiettivo è necessario avere chiari alcuni aspetti fondamentali di noi stessi. Si può tentare di far incastrare i propri pezzi con le qualità dell’altro come a comporre un grande puzzle.  Per avere una base solida e coltivare un legame a lungo termine sarebbe utile provare a riconoscere i propri  difetti senza lasciare che questo danneggia l’immagine tutto sommato che abbiamo di noi stessi. Penso che il matrimonio perfetto forse non esiste, ma si può provare a metterci impegno per farlo durare al meglio e il più a lungo possibile. Per fare questo non bisogna fossilizzarsi su certi aspetti canonici di chi è alla continua ricerca del perfetto assoluto.

Ci sono persone, soprattutto donne, ma non solo, che sono assillate innanzitutto da un primo pensiero, quello dell’aspetto, fondando molto su quegli stereotipi sociali della persona attraente, ma che poi in realtà non si addicono alla persona stessa. E’ come se si volesse interpretare un personaggio, un mito, un tipo, ma tutto ciò mina la sicurezza individuale. Prendere la vita con sfizio e divertirsi con l’abbigliamento va bene ma esserne un dipendente no. Mutare la propria immagine, variare i gusti, legare con i colori in modo da valorizzare i propri punti di forza, senza uccidere i propri criteri in modo da sentirsi a proprio agio in un qualsiasi momento. Magari non è opportuno andare ad una cena di gala in canotta, ma va bene presentarsi a un appuntamento con il proprio jeans bucato, perché tanto il tuo partner sarà comunque attratto da te. Chi cerca di essere il fidanzato/a o partner perfetto/a si sente obbligato ad avere ogni aspetto della sua vita in ordine, come se fosse obbligatorio far funzionare tutto e al meglio. In pratica l'ossessione della perfezione. Nella realtà le cose penso che sono ben diverse, ci può stare ed è concesso di fare anche errori e non essere in grado di risolvere ogni situazione o di avere tutte le risposte. Così come non è vero che nella vita tutto prima o poi si aggiusta, ci sono cose che vanno ben oltre noi. Questo aspetto infatti fa cadere molte coppie a mio avviso. 

Dalle coppie crollate che ho conosciuto ho sentito dire da tutte le parti frasi del tipo: “Quando l’ho conosciuta, lei aveva l’spetto sempre in ordine, l’aria di chi aveva le idee chiare, ma dopo che ci siamo messi insieme è cambiato tutto, ho capito che era tutto finto”. Non penso che frasi del genere siano affermazioni sensate. E’ solo che all'inizio si tende sempre a dare il massimo ma non si può reggere all'infinito. Cantava Califano: “Si d’accordo l’incontro …… ma poi ...... tutto il resta è noia”. Per questo è meglio essere imperfetti dall'inizio, perché se si inizia una relazione facendo credere di avere tutto sotto controllo, che sarà sempre tutto rose e fiori, si creeranno delle aspettative troppo alte, e quando la verità prenderà il sopravvento e ognuno si rivelerà per quello che è, potrebbe andare male, molto male. Invece una parvenza di imperfezione permetterà di costruire un rapporto basato sulla verità, con entrambi sicuri di piacere all'altro per quello che si è. Le situazioni estreme ed esasperate richiedono sacrifici insostenibili, dove si tende a mentire a nascondere, a vivere in un modo falso, il che priva la relazione di autenticità e spontaneità. Si dovrebbe imparare a mostrare le vere emozioni, anche quelle di disapprovazione, e quindi anche se viene da urlare, da incazzarsi o da piangere. Così facendo si da all'altro la possibilità di conoscerti fino infondo, sapere cosa ci sconvolge e come gestire e magari risolvere i problemi. Forse così facendo il partner sincero, amerà ancora di più. Poi con un po’ di egoismo è anche giusto prendersi un po’ cura di se stessi e non pensare di fingere pur di pensare sempre agli altri. Se si parla con un buon amico corriamo il rischio di sentirci dire che un buon partner deve avere una buona comunicazione che è indispensabile per mantenere una relazione stabile e duratura; che bisogna esprimere i propri bisogni e sentimenti stabilendo un ascolto attivo con l’altra persona per essere compresi; che bisogna apprezzare e collaborare con la persona che è in grado di prendersi un impegno verso di voi e verso la relazione che è indispensabile per sentirsi sicuri e per avere fiducia in ciò che si fa; che è necessario condividere le proprie cose perché è un valore molto importate per mantenere viva la relazione e per trovare complicità, piacere e unione. 

La sfida vera, secondo me, quella fondamentale è capire come incoraggiare il tuo partner mantenendo sempre la tua individualità, perché alla fine, dovendo scegliere è meglio essere un partner imperfetto ma felice piuttosto che essere triste e falsamente perfetti. Tanto nessuno è perfetto!

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