COME AFFRONTARE RABBIA E TRISTEZZA

TRISTEZZA

L’ira, uno dei famosi sette peccati capitali, è tanto forte quanto pericolosa, e può letteralmente far “scoppiare” il cuore.

La rabbia è quella emozione tipica, considerata fondamentale da tutte le teorie psicologiche poiché per essa è possibile identificare una specifica origine funzionale, delle manifestazioni espressive e delle modificazioni fisiologiche costanti. E’ un'emozione primitiva, per questo è presente sia nei bambini molto piccoli che negli adulti, sia nell'uomo che nelle altre specie animali, diverse dell'uomo. Rappresenta la tipica reazione dell’uomo alla frustrazione e alla costrizione, sia fisica che psicologica che prova in determinate situazioni. La costrizione e la frustrazione non costituiscono in sé le condizioni sufficienti e neppure necessarie, perché si origini il sentimento della rabbia. La relazione causale che lega la frustrazione alla rabbia non è affatto semplice. Ci sono molti fatti implicati affinché venga originata l'emozione della rabbia. In buona sostanza possiamo dire che ci si arrabbia quando qualcosa o qualcuno si oppone alla realizzazione di un nostro sogno o bisogno, soprattutto quando viene percepita l'intenzionalità di ostacolare l'appagamento di quel desiderio.

PROBLEMI CLINICI
È stato scientificamente dimostrato che la collera, per le sollecitazioni a cui sottopone cuore, può provocare l’infarto. Uno studio del Royal North Shore Hospital di Sydney, infatti, ha registrato che dopo un attacco di rabbia la probabilità di un attacco di cuore va in crescita. I ricercatori hanno analizzato centinaia di pazienti con sindrome coronarica acuta, e hanno verificato che un numero rilevante di coloro che avevano subito un infarto avevano anche vissuto nelle ore precedenti uno stato di rabbia significativo.  
Una ricerca condotta dalla 'McMaster University' di Hamilton (Ontario) su 12mila pazienti conferma che rabbia, stress ed emozioni intense sono nemiche del cuore, fino a causare l'infarto. Sono stati presi in esame i pazienti, indagando su cosa stessero facendo nell'ora precedente l’infarto. Le condizioni emotive sulle cause dell'attacco cardiaco, secondo i dati emersi, sarebbero piuttosto rilevanti:
  • 14.4% dei soggetti aveva avuto uno scatto di rabbia,  oppure uno sconvolgimento emotivo;
  • 10% circa, aveva vissuto simili sensazioni il giorno precedente. 

Dunque, lo studio dimostra che esiste un legame molto stretto tra lo stato fisico e quello mentale perché quando la collera aumenta il limite della pressione si alza, il cuore batte più veloce, portando quindi all'infarto. Se ci aggiungiamo anche gli altri fattori come obesità, fumo, ipertensione il rischio diventa ancora più alto.
Purtroppo tutti lo sappiamo, ma quando arriva quel perché, non si è più in grado di controllare la rabbia e l’ira prende il sopravvento, per svariate ragioni. Ore nel traffico con i nervi a fior di pelle, il collega che ci fa arrabbiare, il partner insofferente, l’ennesima sfortunata delusione e altri mille motivi che possono scatenare un attacco di rabbia. Sono tutte situazioni che quotidianamente si presentano e minano serenità di chiunque.

rabbia

COSA SI PUO' FARE
Lo strumento più efficace per mettere al sicuro il cuore è senza dubbio la prevenzione. Sono stati identificati molti fattori di rischio per la salute di cuore come la presenza di problemi cardiaci, l'età, l’alimentazione. Non possono essere purtroppo sempre evitati, ma su alcuni si può agire in modo davvero efficace. Un fumatore ha una probabilità doppia di essere colpito da infarto rispetto a chi non fuma e l'unico modo per ridurre il rischio è dire stop al fumo.
Un’alimentazione sana e corretta può sconfiggere e tenere sotto controllo la pressione alta, il sovrappeso e l’obesità, e si possono anche abbassare i livelli di colesterolo e trigliceridi. Un traguardo non trascurabile, visto che ridurre del 10 per cento il colesterolo riduce del 20 per cento il rischio di morire per problemi cardiovascolari.
Non bisogna trascurare l'attività fisica che rafforza cuore, ossa, muscoli e sistema immunitario. Anche in questo caso le buone notizie non mancano, e possono convincere anche i più pigri. Non serve infatti diventare atleti per portare benefici alla salute, ma bastano 30 minuti al giorno di attività moderata come salire le scale o andare al lavoro a piedi.

COME REAGIRE AL MEGLIO ALLA RABBIA E TRISTEZZA:

  • la rabbia e la tristezza sono simili. La rabbia è tristezza attiva e la tristezza è rabbia passiva. La tristezza arriva più facilmente, mentre la rabbia ti sembra qualcosa di più difficile. Se riesci a fare arrabbiare una persona triste, la sua tristezza scomparirà;
  • la rabbia va espressa, tirata fuori. Se puoi fluire fra rabbia e tristezza, diventano tutte e due ugualmente facili da affrontare. Puoi stare dietro allo schermo, osservare questi giochi e andare oltre entrambi. Ma prima ti devi muovere facilmente fra queste due emozioni;
  • se la rabbia e la tristezza diventano esattamente proporzionate, al cinquanta per cento, sarà più facile uscirne fuori, perché si combattono e si cancellano a vicenda e tu non sei in preda a nessuna delle due;
  • questa è una delle leggi basilari delle energie interiori – di lasciare sempre che i poli opposti arrivino a una misura uguale, allora sarai capace di scivolarne fuori;
  • controlla tu la rabbia, corri, urla e falla salire. Una volta che sarai in grado di crearla senza nessuna ragione particolare, sarai molto felice perché avrai libertà . Altrimenti anche la rabbia è dominata dalle situazioni. 
LE FUNZIONI DELLA RABBIA 
Quando si prova rabbia tendenzialmente ci si indirizza verso tre punti ben distinti. Si può provare rabbia verso l’oggetto o il soggetto che provoca in noi la frustrazione, oppure la nostra mente ci porta a spostare l’ira verso un oggetto o soggetto che di fatto è differente da quello che realmente ha generato la frustrazione. In alcuni casi quando non si sceglie nessuna delle due strade sopra descritte si finisce con il provare la rabbia verso se stessi, una sorta di autolesionismo ed auto aggressione perché si percepisce che la causa effettiva, quella vera e profonda risiede in noi. Questa ultima ipotesi può spesso essere sbagliata. 
Le modificazioni psicofisiologiche che si manifestano attraverso la potente impulsività e la forte propensione all'agire con modalità aggressive sono funzionali alla rimozione dell'oggetto frustrante. La rabbia è sicuramente uno stato emotivo che aumenta nell'organismo il propellente energetico utilizzabile per passare alle vie di fatto, siano queste azioni oppure solo espressioni verbali. Solitamente i motivi alla base di un attacco di rabbia, riguardano maggiormente la frustrazione di attività che erano connesse con l'immagine e la realizzazione dell’obiettivo da raggiungere. Lo scopo in questo caso sembra più rivolto a modificare un comportamento che non si ritiene adeguato. L'arrabbiarsi, motivando chiaramente le motivazioni dello scontento, sembra infatti essere una procedura per ottenere un utile cambiamento.

Un consiglio è quello di arrabbiarsi, motivando chiaramente le motivazioni dello scontento o del fallimento, in modo da prenderne meglio atto. Questo può essere il metodo più corretto per cercare ed ottenere un utile cambiamento in meglio.

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