IL TEMPO CHE PASSA LASCIA IMPERFEZIONI

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Lasciami tutte le rughe, non me ne togliere nemmeno una. C'ho messo una vita a farmele! Questa è la celebre frase pronunciata dalla famosa attrice italiana Anna Magnani, frase oggi in controtendenza con il modo di pensare e agire. Gli anni passano per tutti, non risparmiano nessuno, nemmeno gli emblemi della bellezza più celebri.  Questo vale per tutti, eppure, le persone diventano sempre più cattive ed anche loro, soprattutto loro, non risparmiano nessuno, grazie alla complicità del moderno strumento dei social network di cui sono in possesso. A chi non piacerebbe non vedere mai i segni del tempo sul proprio viso? Avere sempre una bella pelle tesa, soda, luminosa, invece questi inevitabili segni, sono l’effetto del tempo, fisiologico meccanismo dell’invecchiamento. Per la maggior parte di noi, invecchiare e vedere i segni lasciati dal tempo che passa, fa paura. Ciò accade perché siamo ancorati ad un ideale utopico di perfezione, rafforzato dalla società e dall’importanza che attri

COME PENSARE UN PO' A SE STESSI

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Molti desideri di cose da fare e mai un attimo di tregua per realizzarli. Di tanto in tanto dovremmo fare i figuranti e non gli attori nel film della propria vita. Sarebbe veramente salutare pensare a sé stessi, coccolarsi come bambini e non mettersi sempre a disposizione e al centro di tutte le situazioni. “Non ho tempo”, “Ho mille cose da fare”, “Magari trovassi un momento per me”.

Chi di noi non pronuncia spesso una di queste frasi? A volte è solo pigrizia! Noi tutti, spesso, corriamo da un impegno all’altro, immergendoci tra lavoro, famiglia, genitori, relazioni, amici, colleghi. Sembra che tutti reclamino la nostra attenzione e con tanto di pretesa, perché essere sempre disponibile conduce inevitabilmente alla pretesa, anziché alla riconoscenza. E alla fine chi ci rimette siamo solo noi stanchi e sconfitti. Forse è giunto il momento di fermarsi un attimo e imparare a pensare a sé stessi, perché farlo favorirà la nostra salute mentale e la nostra felicità. Per questo motivo, e a dispetto di quello che ci hanno fatto credere, apprezzarsi e darsi la giusta priorità non è un atto di egoismo. Chi, invece, sceglie di annullarsi per le esigenze altrui, dimenticando se stesso, perde valore e rinuncia alla propria vita. Ma siamo proprio sicuri che la colpa sia totalmente degli altri? A volte è proprio l’atteggiamento verso noi stessi che rende impossibile ritagliarsi degli spazi propri. Forse dovremmo sempre ricordarci che bisogna anche occuparsi di noi, proprio noi siamo quelli che abbiamo bisogno di attenzione e amorevolezza, come tutti gli altri. Prendersi cura di sé è essenziale per il nostro benessere e per la nostra salute. 
L’idea di prendersi cura va al di là della semplice attenzione al proprio corpo e alla salute in generale, ma è un qualcosa di più profondo della volontà di conoscere se stessi, di realizzarsi come esseri umani, di raggiungere una condizione ideale dell’essere. Significa innanzitutto riconoscere i propri bisogni. Molte persone sono troppo disponibili e bravi ad ignorare le proprie esigenze, agendo in modo automatico in favore degli altri. È un classico, posticipare i propri desideri dicendosi vorrei fare questo ma lo farò domani, cosa che poi di fatto non avverrà. L’atteggiamento corretto è che quanto si scopre qualcosa che ci dà piacere e ci fa star bene con noi stessi, bisogna fermarsi e trovare il tempo per farlo, senza rimandare. Conquistare un obiettivo personale appare sempre più difficile e con il passare del tempo i bisogni dell’essere umano sono diventati più complessi. Viviamo anni di incertezza, instabilità, temiamo di perdere da un momento all’altro quello che fino a ieri davamo per scontato. Tutto questo ci porta a vivere senza sapere cosa aspettarci o come reagire alle avversità. Esistono i mille doveri, esistono i tanti obblighi, esistono le esigenze dell’altro, di chi conta su di noi, ma esistiamo anche noi. Sei capace di mettere dei paletti alle richieste altrui? 
È difficile imparare a dire di no, ma è necessario per non farsi travolgere dal mondo esterno. Ci sono persone veramente brave a dedicarsi agli altri, tanto quanto sono inclini a giudicarsi se devono concedersi spazio, si sentono subito cattive, ed egoiste. Persone che fanno molta fatica a tollerare il malcontento degli altri. Secondo alcuni sociologi, viviamo in un mondo che è sempre più individuale, atomizzato. Godiamo certo di maggiore possibilità di movimento, di azione e di scelta. In questo contesto o stile di vita, tuttavia, non ci sentiamo soddisfatti. L’infelicità e il senso di vuoto sono dimensioni diffuse. 
Ci sono molti fattori che spiegano questo dato di fatto e uno di questi è l’incapacità di attribuire a sé stessi il giusto valore. A quanto pare, questa presunta individualità è a doppio filo. Continuiamo, infatti, a dipendere dalle mode, dalle tendenze sociali e, anche, dalle aspettative altrui. E se invece il problema fosse che si ha paura di stare con sé stessi? Imparare a fermarsi rivolgendo l’attenzione verso sé stessi è un modo per rigenerarsi e fare il pieno di energia. Non solo. Liberare tempo per sé è anche un atto di amore verso il nostro Io che richiede anche un po’ di coraggio e determinazione, ma i benefici sono molti. L’umore ne gioverà e così anche le relazioni. 

CONSIGLI 
  • Scrivi una lista delle tue attività quotidiane e accanto a ognuna indica quali sono dedicate a te stesso e quali agli altri no; 
  • Comincia a chiederti durante il corso della giornata, come sto in questo momento? Di cosa ho bisogno? Questo ti permetterà di mettere a fuoco le tue esigenze e di capire se hai bisogno di una pausa. Prova anche a dire di no a qualcuno; 
  • Prendi appuntamento con te stesso. Programma degli spazi per te in modo regolare e strutturato, se li fai rientrare nella routine settimanale eviterai di dimenticarteli. 
CONCLUSIONI 
Cominciate con un paio di giorni dedicati solo a voi stessi per recuperare le forze e mettere in ordine i pensieri. In seguito, ogni giorno della vostra vita, dovrete imparare a dedicare un paio di ore tutte per voi. I momenti di solitudine ci riconnettono alla nostra identità e alle nostre necessità. La vita non è solo fare e fare per gli altri, ma è anche sentire e provare emozionarsi. Passiamo la nostra vita a fare cose come andare a lavorare, a fare la spesa, a fare commissioni, cuciniamo, dormiamo, programmiamo… Ebbene, tra queste dinamiche quotidiane, dove sono finite le sensazioni, le emozioni positive, i sentimenti? Per imparare a pensare a se stessi, bisogna aver chiaro un aspetto, ovvero che anche fermarsi a essere, a sentire, è una priorità.

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