AMORE PERDUTO DI TOTÒ

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  Ci sono poesie che ti colpiscono per la complessità delle immagini, e poi ci sono quelle che ti arrivano dritte al cuore con parole semplici. Questa poesia di Totò intitolata Amore perduto appartiene decisamente alla seconda categoria. AMORE PERDUTO Ammore perduto, i' t'ero truvato, nun aggio saputo tenerte cu' mme. Ammore perduto, mm'ha ditto 'stu core ca tarde ha saputo tu ch'ire pe mme. Totò, che molti ricordano soprattutto come principe della comicità italiana, in questa poesia mostra il suo volto più intimo e malinconico. Qui non c’è la maschera ironica, ma un uomo che guarda indietro a un sentimento finito, con quella nostalgia che non urla, ma pesa. L’amore perduto non è solo una persona che non c’è più: è un tempo che non torna, è un pezzo di sé che resta sospeso tra ricordo e rimpianto. Rimpianto di non aver saputo cogliere. La forza del testo sta proprio nella sua autenticità. Non troviamo artifici retorici complessi, ma emozioni nude e la con...

CAMMINAVO SULLA SABBIA DI KAHLIL GIBRAN

camminare sabbia

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È quello che accade ogni giorno in ogni posto. Ci passa sempre qualcuno camminando da cieco, senza rendersi conto. Non c’è altro da dire.


CAMMINAVO SULLA SABBIA

Camminavo sulla sabbia. Bassa marea.

E giù, oltre, la curva, scrissi un verso sulla sabbia.

E in quel verso scrissi quel che la mia mente pensava

e ciò che la mia anima desiderava.

E quando la marea fu alta,

ritornai, ancora, su quel lido,

e di ciò che avevo scritto nulla trovai.

trovai solo i segni del bastone di uno che aveva lì camminato da cieco


Kahlil Gibran è stato un poeta libanese naturalizzato statunitense, nato a New York l’11 aprile 1931. Visto inizialmente come uno scrittore visionario perché le sue parole erano quelle di un profeta, capaci di forgiare le menti e imprimersi indelebili nelle coscienze. Dall’indole solitaria e riflessiva, il poeta ha parlato del costante fluire dell’acqua, del ciclo della vita e del movimento degli astri tramutando il simbolismo naturale in una realtà effettiva dalla quale trarre preziosi insegnamenti. Le sue opere furono distribuite ben oltre il suo paese d'origine e i suoi scritti divennero famosi anche perché considerati da molti come "perle di saggezza", nonché punti di riferimento mistici. Il suo libro più celebre è stato “Il profeta” pubblicato nel 1923. Un volume peculiare, unico nel suo genere, composto di ventisei saggi scritti sotto forma di poesia. Gibran in molti dei suoi componimenti descrive la realtà e il mondo con termini e riflessioni spirituali. "Il profeta" ha avuto molto successo anche tra i movimenti New Age. Fu considerato come un vero profeta, capace di instillare perle di saggezza e di suscitare riflessioni e un profondo rinnovamento tra le persone.

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