COSA E' LA DISCRIMINAZIONE. GENITORE UNO E DUE

discriminazione

Facendo una comune ricerca su google si può apprendere, seppur molto limitatamente, che cosa significa discriminazione e cosa può essere discriminante. Nell'ambito del comportamento e degli atteggiamenti sociali la discriminazione consiste nel trattare e nel considerare in modo non paritario gli individui. Distinzione non paritaria attuata nei confronti di un individuo sulla base di un particolare gruppo sociale, classe, categoria in cui la persona viene percepita come appartenente, anziché basarsi sui singoli attributi dell’individuo. 


Ciò include il trattamento sociale di un individuo o di un gruppo, in base alla loro appartenenza effettiva o percepita, all'interno di una determinata categoria sociale. Forse è un concetto così tanto vasto che può diventare indeterminabile ed interminabile parlarne nei contesti di attuazione. Io voglio usare un esempio, credo esaustivo per fornire quello che può essere il concetto di discriminazione, che è abbastanza attuale. Scrivere padre e madre sui documenti è discriminatorio nei confronti di qualcuno? In Italia il garante della privacy si è espresso affermando un chiaro SI. Per fortuna, molti altri, la pensano diversamente. Una madre, è una madre, ed un padre è un padre. Ma, ci sono ora coppie omosessuali che hanno la stessa titolarità genitoriale degli eterosessuali, e lo stato ha dovuto prenderne atto e ha dovuto quindi tutelare i loro diritti in quanto cittadini italiani, come per tutti gli altri. Siccome tutti hanno gli stessi diritti va fatto un provvedimento legislativo che preveda la figura di un genitore uno e un genitore due, che già di per sé è, a mio parere, discriminante. Nella classica famiglia si potrebbe continuare ad usare i termini padre e madre, ammettendo allo stesso tempo di dover essere un po' più liberali. Quindi siamo giunti al punto dove per rispettare le coppie omosessuali, le coppie eterosessuali si devono accomodare alle esigenze delle prime ed accettare il loro punto di vista, seppure questi sono una minoranza. Già questo mi sembra discriminante. In effetti penso che ancor prima delle coppie esistano gli individui, ma dire che genitore uno è corretto, mentre dire padre è sbagliato o discriminante è un concetto incondivisibile. 

Perché una minoranza, perché oggi di forte minoranza si tratta, deve imporre agli altri di non chiamare più padre o madre ma genitore uno o genitore due, chi cresce un figlio? Se vogliamo, forse, essere chiamato genitore uno/due da un figlio è più un dispregiativo rispetto a chi viene chiamato padre o madre, perché questi ultimi solo valori morali, culturali e letterali importanti che vanno rispettati e tramandati. Inoltre anche gli omosessuali e anche quelli più capaci e famosi adorano i propri genitori ma li chiamano  e li hanno chiamati fino ad ora padre o madre. Io sono dell’opinione più conservatrice che pensa che questi valori vanno rispettati. Sono le minoranze che devono rispettare gli altri, che forse in alcuni casi possono essere anche figure indegne e inadeguate, ma, che per la maggioranza meritano di essere rispettati. Questa volontà di nomina moderna mi sembra solo una cultura modaiola di cui solo pochi sciocchi si sono fatti promotori.  Così per dimostrare di essere alla moda e anticonformisti che fa più "IN". Anche il Ministro Salvini la pensa così, siamo figli di un padre ed  una madre e non figli della burocrazia. I genitori uno o due sono in effetti chi, non sono e non saranno mai il padre o la madre di un figlio. Non sono neanche genitori perché forse in effetti non hanno nulla. 

Quello che mi fa più incazzare di più è pensare che poi infondo il problema burocratico di fatto non esiste, perché sono veramente pochi i documenti dove vengono indicati genitori e uno o due che resta poi probabilmente solo all'interno degli uffici dell’anagrafe. In effetti il problema è politico e non burocratico. Il tema è attuale e sbandierato in conseguenza delle nuove coppie. E’ un voler imporre la propria identità, in quanto la famiglia può e deve essere intesa anche diversamente da quella classica. Quindi in effetti il problema lo hanno sollevato coloro, che essendo una minoranza, diversa dalla classica famiglia, vogliono obbligare le famiglie classiche al loro pensiero ed a tutti i costi. E’ solo una bandiera ideologica di imposizione sociale. Esattamente come coloro che vengono in Italia e vogliono togliere il crocifisso dalle scuole. Una bandiera ideologica al contrario, che vuole discriminare la maggioranza. Ora è pure vero che la nuova evoluzione sociale sta accettando le nuove famiglie composte da due uomini o da due donne, con tutti i loro diritti, compreso quella della genitorialità, ma chi pensa poi ai diritti di quei bambini così adottati o comprati? Le coppie omosessuali si sentono a disagio non potendosi identificare in eventuali documenti padre o madre, per un fatto di sesso e di attribuzione di compiti. Chi fa il padre e chi la madre? Quando si ha un nucleo familiare non tradizionale ci potrebbe essere un occhio di pregiudizio e preconcetto anche verso i loro figli, ma di certo il problema non lo sana una dicitura dell’anagrafe. In realtà è solo una battaglia mirata a trasformare la famiglia classica in qualcosa di nuovo che va contro la “normalità”. 

Secondo la Costituzione Italiana parte I titolo II: “La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio. Il matrimonio è ordinato sull'uguaglianza morale e giuridica dei coniugi, con i limiti stabiliti dalla legge a garanzia dell'unità familiare”. Quindi! Chi pensa al bambino? Quel bambino che di fatto è stato concepito ed è nato da un padre ed una madre e poi si ritrova, senza aver espresso alcun parere, quindi probabilmente anche contro la sua volontà, in un contesto familiare dove ci sono due padri o due madri? Quel bambino che forse una volta diventato grande potrebbe andare dai genitori omosessuali e dire loro: “con quale diritto voi due mi avete privato, per tutta la vita, del diritto di avere presente la figura di un padre o di una madre, comprandomi da un utero in affitto? Oramai abbiamo legittimato due uomini e due donne che impossibilitati ad avere un figlio, per questioni naturali, possono rivolgersi da chi ha economicamente bisogno e comprarsi un figlio. E’ solo questione politica ed ideologica. Se è necessario conseguire una patente di guida per condurre un semplice mezzo, perché non lo è tanto necessario per guidare un figlio per tutta la vita? Bella domanda!

Io ritengo di essere figlio di mio padre e di mia madre, li ho sempre chiamati così e ritengo sia incontestabile. Di fatti oggi esistono ancora in Italia milioni di famiglie che con tutti i loro problemi, allevano milioni di bambini e li educano secondo determinati criteri, eppure di questi padri e di queste madri non ne parla nessuno. Al contrario di una piccolissima minoranza, parliamo di circa il 0,02 della popolazione, che sbandiera orgogliosa il loro modo di essere ne parlano tutti. Questa è discriminazione vera e pura. Questo è il significato di discriminazione.

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