SE IN ITALIA IO FOSSI IL RE

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  https://link.amazon/B077BFYb5       LA TRAMA: SE IN ITALIA IO FOSSI IL RE Ci sono domande che una società preferisce non porsi. Domande scomode, capaci di incrinare certezze consolidate, mettere in discussione abitudini politiche e costringere ciascuno di noi a guardare oltre le parole con cui, troppo spesso, ci rassicuriamo. Che cosa significa governare davvero un Paese? Qual è il confine tra ciò che riteniamo giusto e ciò che siamo concretamente in grado di realizzare? E soprattutto: uno Stato può dirsi giusto quando proclama principi nobili, ma non riesce a trasformarli in risultati tangibili per i propri cittadini? C’è l'esigenza di osservare la politica non soltanto attraverso le dichiarazioni solenni, le contrapposizioni ideologiche o le promesse elettorali, ma attraverso le conseguenze reali delle decisioni pubbliche. Perché dietro ogni legge, ogni imposta, ogni divieto e ogni scelta di bilancio esiste una realtà che non può essere ignorata: quella delle fam...

AMO IN TE DI NAZIM HIKMET

hikmet


Nâzım Hikmet-Ran nacque a Salonicco il 20 novembre del 1901, da una famiglia aristocratica ed è morto il 3 giugno 1963. Era un credente musulmano che scrisse i suoi primi testi all'età di quattordici anni. La sua prima pubblicazione avvenne a diciassette anni su una rivista. E’ considerato uno dei più importanti poeti turchi del novecento. Hikmet è ricordato principalmente per il suo capolavoro, la raccolta Poesie d'amore, che testimonia il suo grande impegno sociale e il suo profondo sentimento poetico. Qui di seguito una delle sue poesie più importanti. 

AMO IN TE

Amo in te
l’avventura della nave che va verso il polo
amo in te
l’audacia dei giocatori delle grandi scoperte
amo in te le cose lontane
amo in te l’impossibile
entro nei tuoi occhi come in un bosco
pieno di sole
e sudato affamato infuriato
ho la passione del cacciatore
per mordere nella tua carne.

Il poeta lavorò come insegnante a Bolu, nel periodo della guerra di indipendenza turca, aderendo al partito nazionalista di Atatürk, che lasciò poco dopo. Dovette espatriare per motivi politici e per aver pubblicamente denunciato il genocidio armeno, trovando riparo in Unione Sovietica. Dopo il suo ritorno in Turchia nel 1928, Hikmet aderì al Partito comunista turco, scrisse articoli, testi teatrali ed altri scritti. Nel 1960 si innamorò della giovane Vera Tuljakova, e, annullato il precedente matrimonio, la sposò in quarte nozze. Morì il 3 giugno 1963, a quasi 62 anni, in seguito a una nuova crisi cardiaca incorsa mentre usciva dalla porta di casa (il numero 6 della via Pesciànaya a Mosca, dove si era trasferito dopo il matrimonio). Una delle sue ultime poesie è dedicata alla moglie e al tema della morte.

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