PERCHE' LEI LUI NON MI CAPISCE

 

non mi capisce

Gli studi affermano che uomini e donne hanno realmente visioni diverse su molti aspetti della vita e tra questi uno dei più importanti è la comunicazione.  Gli uomini e le donne non si capiscono quasi mai, perché esistono seri problemi di comunicazione interpretativa. I più grandi problemi della comunicazione tra uomo e donna nascono quasi sempre dallo stesso fattore, la diversità interpretativa nell'utilizzare determinate parole, determinati atteggiamenti, i tempi di inserimento nei discorsi e le grandi differenze che vengono attribuite ai termini. 

Infatti, quale donna non si lamenta del proprio marito, fidanzato, compagno, collega uomo, perché lui non le presta attenzione, lui non l’ascolta. Questo secondo le donne! Lei parla e parla veramente tanto, ma tanto, eppure lui non riesce ad ascoltare, non riesce a restare concentrato per più di qualche minuto. Pensate un po’ che gli studi affermano che mentre l’uomo essenzialista parla per dare informazioni, la donna parla per scambiare emozioni. Per questo capirsi è veramente difficile, ma la buona notizia è che comunque non è impossibile riuscire a comunicare tra i diversi sessi. Penso che tutti quelli che stanno leggendo, uomini o donne, si riconoscono in questo vissuto e non solo per sentito dire. Un classico di vero vissuto oramai collaudato è il dialogo che nasce mentre si percorre una strada in auto. L'uomo alla guida lei accanto a dare suggerimenti. Si ripassa nuovamente per lo stesso punto, sembra che la via non sia tanto chiara. Lui prova a verificare nuovamente le indicazioni stradali mentre lei puntualmente intenta a cercare di chiedere informazioni ai passanti. A quel punto mancano solo pochi minuti affinché scatta inevitabilmente la lite. 

Parlando con i conoscenti sembra sia un classico, un punto comune di litigio ma probabilmente non lo è! Questo è un chiaro segno di quanto i due sessi siano diversi nel modo di comunicare, fra loro e con gli altri. Ci sono molte e profonde, quanto mai diverse, tesi su quest’argomento, ognuno con il proprio punto di vista. Tra le cose più interessanti che ho letto ricordo e condivido l’affermazione secondo la quale mentre l’uomo, si limita ad applicare nel linguaggio la sola analisi semantica, la donna, si esprime molto più di frequente con un linguaggio che per comprenderlo al meglio bisognerebbe utilizzare soprattutto il dizionario dei sinonimi e contrari, perché forse l’uomo ha un cervello ed un modo di fare più semplificato rispetto a quello delle donne, che diversamente, è spesso complicato ed ingarbugliato. Alcune donne sostengono che neanche loro, a volte, sanno quello che voglio e intendono dire, quando comunicano tra di loro. A complicare il tutto ci sono stati anche studi che hanno dimostrato altri interessanti fattori di incomprensione. È emerso che i soggetti maschili riuscivano a seguire con maggior attenzione le voci di altri uomini e il motivo è solo biologico. Consiste nella differenza di conformazione delle corde vocali e della laringe tra uomo e donna. Le corde vocali femminili rendono la loro voce più complessa e difficile da elaborare, a causa di una maggiore gamma di frequenze. Lo studio ha usufruito di tecniche di risonanza magnetica nucleare, individuando le diverse aree del cervello femminile, che sarà certamente super complicato. 

Altri studi hanno dimostrato che mediamente al giorno le donne usano 8 mila parole contro le 4 mila degli uomini. Mica è poca la differenza. Nella presentazione dei problemi l’uomo e la donna vivono la situazione con emozioni differenti. La differenza nella propensione a rivolgersi ad altri per avere aiuto deriva proprio da un’idea diversa delle relazioni umane. L’uomo tace e cerca di risolvere perché vive il problema come una perdita di potere e di controllo, e quindi l’ammissione di non saper superare la difficoltà è fallimento, mentre la donna non si fa problemi perché vede in questo l’opportunità di una ulteriore conversazione, come un’interazione, uno scambio dal quale uscire con successo. Secondo me generalmente l’uomo non vuole mostrare debolezze o incapacità mentre lei cerca sempre e comunque il contatto con gli altri. L’uomo vive le interazioni sociali in modo competitivo, la donna in maniera cooperativa. Alcuni voci di esperti sostengono che uno dei motivi di queste differenze provengono dall'educazione sociale che offre lo stereotipo esistente che concorre a far sì che i maschi tendano a voler primeggiare nel confronto con gli altri, mentre le femmine siano lodate quando assumono atteggiamenti cooperativi. Le donne vengono definite macchine da conversazione anche perché sono più attente a dettagli e sfumature, ai segnali non verbali. E’ tutto complicato. 

Se lei chiede: “non ti andrebbe di mangiare la pizza stasera?”. In realtà c’è una buona probabilità che lei voglia la pizza e non che si interessata a sapere se a lui va di mangiare la pizza. Solitamente a questo il maschio non ci arriva perché ha bisogno di un’istruzione netta e chiara, perché la sua comunicazione è molto più diretta. Al contrario poiché nelle donne è innata la condivisione del tempo con l’altro attraverso la conversazione fanno di tutto pur di comunicare. L’uomo, poco propenso a rimuginare è nettamente propenso a cercare soluzioni e ad agire, sente molto meno il bisogno di parlare, anzi a volte diventa una fatica. L’uomo parla se ha un motivo per farlo, la donna cerca il dialogo a prescindere, e spesso sceglie la meta-comunicazione, quella in cui non conta quel che si dice ma come lo si dice. Tutto questo rende la comunicazione difficile e la comprensione spesso impossibile. Ecco perché le donne pensano di non essere mai capite dai loro compagni mentre gli uomini si affaticano di fronte a donne che potrebbero parlare per ore di argomenti che sono apparentemente senza senso. Tutto ciò spesso conduce la coppia al capolinea non perché vi siano effettivi conflitti ma perché si sviluppa un calo di interazione comunicativa positiva. 

Io penso che considerate le tante differenze per far funzionare il linguaggio è necessario riaprire quei canali di comunicazione che sembravano essere così fluidi all'inizio delle relazioni. Abbassare un po’ le difese, provare a esprimere di più le emozioni soffocando il silenzio scontato. Tutti e due devono essere consapevoli delle differenze, cercando di comprenderle e superarle portandosi l’uno incontro all'altro. Capire che l’uomo interpreta un’osservazione come una critica, e lei come una mancanza di interesse, può aiutare a gestire meglio una conversazione. Soprattutto, serve scendere al di sotto del piano delle parole e imparare a leggere i bisogni dell’altro. Se lui non ha voglia di parlare è meglio rispettare il suo silenzio, capire che lei vuole sfogarsi anche se sembra di non arrivare da nessuna parte mentre parla. Ripetete quello che sta dicendo il partner lancia il messaggio che lo stiamo ascoltando e contemporaneamente si dà la sicurezza di aver capito per davvero quello che vuole trasmettere. Eppure per certi versi sembra un paradosso. Uno dei più ampi studi sul sesso del cervello ha dimostrato che le similitudini sono più delle differenze e anche una recente ricerca pubblicata su Pnas ha confermato che non esiste un cervello da maschio e uno da femmina. Ogni essere vivente ne ha uno che è un insieme sempre unico e diverso. Il corpo calloso che unisce i due emisferi è un po’ più grande nelle donne, ma voler cercare differenze anatomiche per spiegare come i due sessi siano più o meno abili a comunicare è impossibile. 

Spesso, i problemi delle coppie nascono da una comunicazione sbagliata che si sviluppa.  Abbassare un po’ le difese, però, può servire. Per tutto il resto, sul tema della comprensione di linguaggio fra sessi opposti, mi sento solo di augurarvi una Buona Fortuna!


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