STRAPPATO ALLA VITA. RECENSIONE

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Link Amazon://amzn.to/3RFFJ3s Strappato alla vita è uno straordinario e ficcante romanzo, partorito da fatti realmente accaduti nella provincia di Bari nell'inverno dell'anno 2015, pregno di tutti i nodi, familiari e personali, irrisolti. L'incipit, che racconta la una storia di un ragazzo che si allontana dalla famiglia in cerca della vita, tra tradimenti, passioni, errori, omosessualità. La tragedia è l'incontro con un uomo che punta tutto alla realizzazione di forti somme di denaro anche a costo della vita dell’essere umano. Il macchinatore un lupo, famelico e violento in cerca di potere. Amore e abbandono, morte e autodistruzione. Una donna sola ha un incontro con un uomo un’unica volta. Da quella breve serata clandestina nasce un bambino che crescerà con l’aiuto della nonna. Dopo i primi anni di adolescenza Toni decide di allontanarsi dalla madre per affrontare la vita, camminando da solo tra i suoi sogni. La storia di un visionario che incontra due sorelle, con

PERCHÉ LE DIFFICOLTÀ E LA SOFFERENZA AIUTANO A CRESCERE

sofferenza

E’ mai possibile evitare di sbagliare o di soffrire? Fin da bambini i nostri genitori ci guidano affinché non sbagliamo ma anche da bambini, come da grandi, spesso rifiutiamo l’aiuto e cadiamo nell’errore e nella sofferenza. 

Probabilmente ci abbiamo pensato tutti e molte volte, ed ognuno di noi sarà giunto a considerazioni differenti, ma rimane un dilemma irrisolto, se tutto ciò sia possibile da evitare. Io personalmente, dopo molte sperimentazioni, sono giunto ad una mia personale opinione al riguardo. Da piccoli prima ci mettevano in guardia poi arrivavano inevitabilmente le sberle per non aver ascoltato ed infine si soffriva perché ci dicevano che dovevamo crescere, poi è arrivata l’adolescenza e con essa sono cresciuti gli errori gli schiaffi e le sofferenze. La sofferenza è sempre aumentata con la crescita individuale a causa di molti fattori come le prime infatuazioni, gli sbagli, le figuracce le scelte inopportune le erronee prese di posizione ecc.. Siamo cresciuti ed è finalmente arrivato l’amore, quello vero, con il fidanzamento e il matrimonio così la vita si è stabilizzata, ma stranamente è ancora colma di situazioni altalenanti e frustanti forse per le responsabilità. Rimangono le scelte sbagliate e le eterne incomprensioni nella coppia. Poi finalmente si trova lavoro si apre uno spiraglio, si immagina di mettere su casa e di andare a vivere con la persona amata. D’un tratto ci siamo ritrovati genitori e via di nuovo con una rinnovata afflizione fatta di apprensioni e preoccupazioni, proprio quando si pensava di averne avute già abbastanza e di averne viste e sentite di tutti i colori. 

Trascorre il tempo i figli crescono e con loro anche le relative preoccupazioni e problematiche, figli piccoli problemi piccoli, figli grandi problemi grandi. Ma alla fine si sono sistemati e allora finalmente si comincia a vivere. Invece no.  Si ricomincia, tutto daccapo con inedite ansie ed inquietudini e ci ritroviamo a chiederci quando ci godremo un attimo di pace. Infondo penso che il dolore ci viene distribuito per educarci, ed invogliarci a svegliarsi dalla letargia e dal compiacimento per farci capire quale sia la causa di questo dolore e di correggerlo di conseguenza. Tutto questo ci aiuta ad ottenere una maggiore resistenza ed essere capaci di gestire piccole cose e inconvenienti che solitamente ci irritano. Così si cresce e il dolore ci fa vedere più chiaramente il contrasto e impariamo ad apprezzare le cose buone quando siamo in difficoltà. Il dolore ci può rafforzare, far capire le cose più chiaramente e aiutarci a evitare ciò che può danneggiarci. Probabilmente non esiste in modo assoluto un intrinseco piacere o dolore in nessuna delle cose attorno a noi. Una cosa piacevole può anche trasformarsi in dolorosa e viceversa. I momenti di sconforto, a volte anche molto profondo, ci accompagnano per tutta l’esistenza e determinano l’insorgenza delle nostre malattie ed acciacchi. Solo grazie alla buona sorte di ognuno si presentano raggi di sole, momenti di calma, periodi di pace, serenità e gioia intensa, sensazioni di beatitudine di cui spesso non sappiamo neanche spiegarci il perché, ma va bene lo stesso. 

Ci si ritrova a pensare al passato con tutti gli intoppi che abbiamo dovuto superare con molta fatica allora ci crogioliamo su ipotesi fantasiose di una vita priva di episodi sfortunati, ma alla fine a ripensarci bene sappiamo che non ce la sentiremmo di cambiare proprio quei momenti difficili, vissuti con tribolazione, in quanto ci sentiamo più vivi e più veri proprio grazie ad essi; quella sofferenza ci ha accresciuti dal punto di vista culturale, sociale, ma soprattutto morale ed emotivo, ed ha determinato quello che siamo. Alla fine si giunge alla convinzione profonda, poiché vissuta, che quei momenti meno felici erano una fase inevitabile e naturale dell’essere, anzi essenziale a farci evolvere nella nostra anima. Al giorno d’oggi si dice maturare, e quelle difficoltà hanno permesso di apprezzare ed assaporare la vita normale a volte monotona di tutti i giorni, facendoci percepire la grandiosità di ogni singolo momento dell’esistenza. È proprio vero, per crescere è necessario vivere molte esperienze e, più sono dolorose, più lasciano impresso un segno, che contribuisce in modo incisivo a fortificare il carattere e la personalità di un individuo. Il prezzo da pagare, tuttavia, quando coincide con le sofferenze dell’anima, è troppo alto da pagare.  A tutti penso sia capitato di vivere una dolorosa esperienza, per la quale ho sofferto tanto, che non si dimenticherà mai e che ci trasforma in una persona diversa, più matura. A ragionarci ci si ritrova ormai ad una certa età e con un bagaglio di esperienza per poter capire come affrontare le impervie complicanze terrene. C’è sempre tempo di cambiare e di gioire per ogni tipo di esperienza, mi sono accorto che vivendo consapevolmente il presente l’esistenza diventa quasi atemporale, scorre piena, vigorosa e ci appaga in ogni istante, un solo giorno può gratificare molto, ma molto di più della vecchia vita subita passivamente o non compresa appieno. 

È proprio in quelle scomode circostanze, quelle difficili della mia vita che ho pensato: “Perché tutta questa sfortuna si è dovuta abbattere proprio su di me, cosa ho fatto di male?”. Poi immancabilmente dopo ogni tempesta, arriva il sereno, e auguro per tutti che prima o poi arrivi il momento di godere di un po’ di tranquillità e serenità. 

Commenti

  1. quelle difficili della mia vita che ho pensato

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    1. Il tuo commento è intuibile ma non è molto chiaro. Puoi essere più preciso. Grazie

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  2. Per crescere è necessario vivere molte esperienze e, più sono dolorose, più lasciano impresso dentro un segno marcato, che contribuisce in modo incisivo a fortificare il carattere e la personalità di una persona. Questa è una grande verità di persona vissuta.

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