PERCHÉ LE DIFFICOLTÀ E LA SOFFERENZA AIUTANO A CRESCERE

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E’ mai possibile evitare di sbagliare o di soffrire? Fin da bambini i nostri genitori ci guidano affinché non sbagliamo ma anche da bambini, come da grandi, spesso rifiutiamo l’aiuto e cadiamo nell’errore e nella sofferenza.  Probabilmente ci abbiamo pensato tutti e molte volte, ed ognuno di noi sarà giunto a considerazioni differenti, ma rimane un dilemma irrisolto, se tutto ciò sia possibile da evitare. Io personalmente, dopo molte sperimentazioni, sono giunto ad una mia personale opinione al riguardo. Da piccoli prima ci mettevano in guardia poi arrivavano inevitabilmente le sberle per non aver ascoltato ed infine si soffriva perché ci dicevano che dovevamo crescere, poi è arrivata l’adolescenza e con essa sono cresciuti gli errori gli schiaffi e le sofferenze. La sofferenza è sempre aumentata con la crescita individuale a causa di molti fattori come le prime infatuazioni, gli sbagli, le figuracce le scelte inopportune le erronee prese di posizione ecc.. Siamo cresciuti ed è finalme

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E’ COME UNA MAREA DI PABLO NERUDA

mareggiata molto forte

E’ COME UNA MAREA

È come una marea, quando lei inchioda su di me
i suoi occhi luttuosi,
quando sento il suo corpo di creta bianca e mobile
stirarsi e palpitare accanto al mio,
è come una marea, quando lei è al mio fianco.
Ho visto, disteso davanti ai mari del Sud,
travolgersi le acque e distendersi
incontenibilmente,
fatalmente
nelle mattine e verso sera.
Acqua delle risacche sulle vecchie impronte,
sulle vecchie tracce, sulle cose vecchie,
acqua delle risacche che dalle stelle
si apre come un’immensa rosa,
acqua che continua ad avanzare sulle spiagge come
una mano audace sotto un vestito,
acqua che penetra tra gli scogli,
acqua che si schianta sui promontori,
acqua implacabile come i vendicatori
e come gli assassini silenziosa,
acqua delle notti sinistre
sotto i mobili come una vena aperta,
come il cuore del mare
in una irradiazione tremante e mostruosa.
È qualcosa che mi rapisce da dentro e mi cresce
immensamente vicino, quando lei è al mio fianco,
è come una marea che s’infrange nei suoi occhi
e bacia la sua bocca, i suoi seni e le sue mani.
Tenerezza di dolore, e dolore d’impossibile,
ala dei desideri terribili,
che si agita nella notte della mia carne e della sua
con una forza acuta di frecce nel cielo.
Una sorta di fuga immensa,
che non passa, che graffia dentro,
qualcosa che scava nelle parole pozzi tremendi,
qualcosa che contro tutto cozza, contro tutto,
come i prigionieri contro le pareti della cella!
Lei, scolpita nel cuore della notte
dall’inquietudine dei miei occhi allucinati:
lei, intagliata nei tronchi degli alberi del bosco
dai coltelli delle mie mani,
lei, il suo piacere insieme al mio,
lei, i suoi occhi luttuosi,
lei, il suo cuore, farfalla insanguinata
che con le due antenne dell’istinto mi ha toccato!
Non le può bastare questo stretto altipiano della mia vita!
È come un vento scatenato!
Se le mie parole inchiodano appena come aghi
dovrebbero squarciare come spade o aratri!
È come una marea che mi travolge e mi piega,
è come una marea, quando lei è al mio fianco!

Pablo Neruda, pseudonimo di Ricardo Eliécer Neftalí Reyes Basoalto nato a Parral (Cile) il 12.07.1904, è stato una delle figure della letteratura latino-americana più importanti, nonché poeta e politico cileno.  Fuggì dal Cile a seguito di un mandato di cattura emesso nei suoi confronti.  Inseguito per molti mesi dall'ispettore di polizia Óscar Peluchonneau che divenne poi un personaggio del suo mondo poetico. Definito da molti un comunista pieno di contraddizioni, che in nome della creatività, non si negava gli agi della borghesia

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