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HO FAME DELLA TUA BOCCA DI PABLO NERUDA

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  In questa poesia viene trattato l’amore sentimentale, carnale, giornaliero, completo in tutto il suo splendore. Si parla di condivisione e non privazione.  HO FAME DELLA TUA BOCCA Ho fame della tua bocca, della tua voce, dei tuoi capelli e vado per le strade senza nutrirmi, silenzioso, non mi sostiene il pane, l’alba mi sconvolge, cerco il suono liquido dei tuoi piedi nel giorno. Sono affamato del tuo riso che scorre, delle tue mani color di furioso granaio, ho fame della pallida pietra delle tue unghie, voglio mangiare la tua pelle come mandorla intatta. Voglio mangiare il fulmine bruciato nella tua bellezza, il naso sovrano dell’aitante volto, voglio mangiare l’ombra fugace delle tue ciglia e affamato vado e vengo annusando il crepuscolo, cercandoti, cercando il tuo cuore caldo come un puma nella solitudine di Quitratúe.    Nell’anno 1933 fu pubblicato un canzoniere erotico e amoroso che raccoglie testi che risalgono a dieci anni prima. Ogni verso ri

GIORNATA NAZIONALE IN MEMORIA DELLE VITTIME DEL COVID

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Il coronavirus proviene da una vasta famiglia di virus che causano varie malattie, spaziando dal comune raffreddore a malattie più gravi come la sindrome respiratoria mediorientale e la sindrome respiratoria acuta grave, più precisamente denominato come COVID19. In questa epoca maledetta è il virus risulta essere stato il più diffuso, potente pericoloso e contagioso mai visto primo. Nella data del 18 marzo del 2020 i camion dell'esercito italiano portarono via centinaia di bare con morti destinati alla cremazione fuori città.  Il Senato ha approvato la legge che istituisce la Giornata nazionale in ricordo delle vittime del Covid che si celebrerà ogni anno il 18 marzo. L'immagine dei camion carichi di morti è rimasta un simbolo di quella tragedia che speriamo di non rivivere mai più. La legge prevede un minuto di silenzio nazionale ed iniziative didattiche nelle scuole. Il presidente del Consiglio Mario Draghi, la prima volta in cui avverrà la celebrazione sarà a Bergamo. C’è si

VIVI E LASCIA VIVERE

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  Sento fin da quando ne ho memoria, quel detto che dice “vivi e lascia vivere”, e chissà da quanto esiste! Un antico proverbio che ci insegna a vivere la propria vita con i propri pregi e difetti senza infastidire gli altri con un comportamento invadente o critico. Allo stesso modo ci insegna di vivere leggeri senza farsi infastidire dagli altri.  Ci sono persone che soffrono di tanti problemi, tra i quali la depressione gli attacchi di panico o altro e non sa come uscirne, ma trovo molto ingiusto quell’atteggiamento di chi vuol intromettersi per decidere al posto degli altri ciò che è giusto e quello che è sbagliato. Questo proverbio è ancora necessario perché troppa gente ormai crede di avere il diritto di decidere cosa sia giusto per gli altri e per se stessi, anche quando nessuno glielo ha chiesto. Ognuno deve vivere la propria vita e avere la libertà di fare delle scelte senza intromissioni. Questo è quello che penso io! Si possono dare dei buoni e saggi consigli ma non si deve a

PABLO NERUDA IL TUO SORRISO

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  IL TUO SORRISO Toglimi il pane, se vuoi, toglimi l'aria, ma non togliermi il tuo sorriso.   Non togliermi la rosa, la lancia che sgrani, l'acqua che d'improvviso scoppia nella tua gioia, la repentina onda d'argento che ti nasce.   Dura è la mia lotta e torno con gli occhi stanchi, a volte, d'aver visto la terra che non cambia, ma entrando il tuo sorriso sale al cielo cercandomi ed apre per me tutte le porte della vita.   Amor mio, nell'ora più oscura sgrana il tuo sorriso, e se d'improvviso vedi che il mio sangue macchia le pietre della strada, ridi, perché il tuo riso sarà per le mie mani come una spada fresca.   Vicino al mare, d'autunno, il tuo riso deve innalzare la sua cascata di spuma, e in primavera, amore, voglio il tuo riso come il fiore che attendevo, il fiore azzurro, la rosa della mia patria sonora.   Riditela della notte, del giorno, della luna, riditela delle strade contorte dell'isola, riditela di questo rozzo ragazzo che ti ama, ma

IL DISSENSO PUÒ ESSERE UTILE

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Il dissenso è un termine abbastanza in voga in questo periodo e sta a rappresentare un contrasto di idee oppure di opinioni, una divergenza di punti di vista, un disaccordo. E’ un atteggiamento critico molto usato da parte di gruppi minoritari all'interno di un medesimo partito, oppure di un'istituzione. Rappresenta un insieme di persone che esprimono un’idea comune di opposizione o dissidenza.  Ma questo dissenso diffuso è positivo o inopportuno? Secondo molti il dissenso è in realtà uno stimolo per l’innovazione, per il miglioramento, molti passi non sarebbero stati compiuti nel tempo se qualcuno non avesse dissentito e molti esempi ce li forniscono il campo della scienza che è esemplare, in questo senso. Solitamente gli elementi che incoraggiano l’emersione del dissenso sono il rispetto dell’altro e la condivisione di un obiettivo sentito da tutti come buono, però visto da punti di vista differenti. In effetti ci sono posti dove non è tutto scontato così come sembra. Chi viv

È GIUSTO PARLARE DEI PROPRI PROBLEMI

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Nella vita vera, tra amici, col partner, in famiglia quando ci si parla delle proprie cose di fronte ad una tazza di caffè, o mordendo una pizza è meglio aprirsi e raccontare sé stessi, oppure è meglio tergiversare parlando del più e del meno? Quanto conviene parlare delle proprie debolezze e parlare dei propri problemi?  Io una mia opinione me la sono fatta. In genere si pensa che quando  parliamo  di noi stessi, nell’intimo, quello vero, riusciamo ad analizzare e a elaborare meglio le difficoltà, come quando ci si guarda allo specchio e si colgono meglio i propri difetti estetici. Però a volte la vergogna e la necessità di voler sembrare sempre di successo, forti, invincibili, il semplice non voler sembrare deboli ci portano a fingere e a non parlare. Ne consegue che con gli altri, tendiamo a voler dimostrare di stare bene e a non lamentarci, ci preoccupiamo di più di quello che pensano gli altri che di noi stessi, di ciò che pensiamo sul serio. In più, soprattutto se siamo in coller

CAMBIARE SE STESSI PER CAMBIARE IL MONDO

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  Ci si può ritrovare soli, guardarsi alo specchio, e porsi delle domande. Chiedersi forse troppo o forse il giusto, senza ritrovarsi in ciò che siamo. Gli altri sono tutti campioni che non sbagliano mai i rigori, oppure sono io incapace, ma è tutto vano e allora ci si rende conto che forse nulla può cambiare.  Ma allora se le cose non cambiano e la vita non riesce neanche a farti cambiare idea tocca a te cambiare tutto, tutto quello che ti ha deluso, per tornare a sognare? Ti rendi conto che non è possibile fare la rivoluzione, forse è più facile rivoluzionare il proprio modo di essere! Io personalmente non amo troppo i cambiamenti e qualcuno me lo rinfaccia pure, ma è un qualcosa che è dentro di me. Può trattarsi della perdita di una persona cara, della perdita del lavoro, del cambio di casa, della fine di un’amicizia, perché nulla rimane invariato in eterno. In tutti i casi la reazione al cambiamento è sempre costellata dall'insorgere di domande senza risposta. La reazione al ca

COME VINCERE LO STRESS

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  Lo stress è il padre di tutti i mali, ed è ritenuto, oggi più che mai, un forte fattore che coinvolge la psiche e il corpo di ognuno di noi. Sentirsi dire da chi ci è vicino di essere stressati ci fa sentire disarmati, impotenti, come se avessimo quasi una condanna a morte.  A volte capita che seduti in aula, oppure alla guida di un mezzo, trasportato sul treno o un taxi, in piedi in negozio, al lavoro in officina. Tante altre attività che ci vedono impegnati in azioni ripetitive, che ci portano piano piano ad una situazione di stress. Solo ogni tanto, qualche breve pausa, per staccare la spina, oppure l’attesa della fine giornata. Mi è stato detto o chiesto se fossi sotto stress e in alcuni casi in effetti mi ci sono sentito, un po' rassegnato, perché pensiamo che sia impossibile vivere nel mondo corrente senza essere stressati. Crediamo che la situazione di stress sia irrimediabile, così come non è possibile porre rimedio a tutti i disturbi ad esso legati. Il mio pensiero in me

ESISTONO LE COINCIDENZE OPPURE NO

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  Le coincidenze forse non esistono o per lo meno io non credo tanto in loro. Sembra che confermino la legge del desiderio secondo cui se si ha in mente un pensiero fisso, un desiderio o un bisogno, tutto ciò in qualche modo attrarrà le soluzioni. E’ come se gli eventi di tale natura ci portino proprio ciò di cui abbiamo bisogno, nel momento esatto.  Secondo il vocabolario il termine coincidenza (termine derivato da «con» e dal latino «incidere», «cadere insieme») fa riferimento a un fatto accidentale e casuale, oltre ad essere a congiunzione di un evento ad altri, cioè che deve avvenire in maniera accidentale e inaspettata.  Un incontro casuale che sfocia in un grande amore, una serie di circostanze che ti portano a prendere una decisione, un indizio fortunoso che dà lo slancio al lavoro. Come se per incanto qualcuno avesse a cuore i nostri interessi e facesse in modo che compiano in modi che noi non ci saremmo mai sognati, però, sia ben chiaro, nulla di tutto ciò è dovuto al fato.