IL NON CONTROLLO DELL’IMMIGRAZIONE IN ITALIA

PROFUGHI

Dopo la chiusura dell’anno 2016 con uno sbarco clandestino da record, anche quest’anno, che è ancora nel primo semestre, la situazione non auspica sorti migliori. La disperazioni e l’insofferenza degli italiani continua a salire. Migliaia di sedicenti, ma solo sedicenti profughi, chiedono la carta d’identità italiana per poter accedere ai servizi sociali con tutti i benefici; negli ospedali già disagiati, vengono dimessi i degenti italiani per fare posto ai migranti che evidentemente sono più meritevoli. Le nostre vecchie caserme sono state devastate e trasformate in parcheggi per disperati, che senza alcuna sorveglianza fanno quello che vogliono, mentre le nostre forze armate e di polizia lavorano in stabili arrangiati e decadenti. I nostri politici predicano politica di accoglienza, che sembra di più una di convenienza.


L’anno 2016 chiuso con il record storico di oltre 181.000 mila sbarchi sulle nostre coste, con un rincalzo di circa oltre 40 mila in più rispetto all'anno precedente, certamente un dato aiutato dall'intervento delle ONG. Il ministro dell’Interno, Marco Minniti, aveva ordinato ai sindaci  di ospitare i profughi nella misura di 2,5 per ogni mille abitanti. All'inizio dell’anno dopo la morte di una giovane ivoriana nel Centro di accoglienza di Conetta (Venezia), un’ex base militare, ha lanciato un piano per incrementare i controlli sugli irregolari e migliorare gli allontanamenti dei clandestini. E’ stato ordinato poi a tutte le questure di accrescere i controlli e di rintracciare il maggior numero possibile di migranti irregolari, per avviarli all'espulsione. Il 9 gennaio di quest’anno, il ministro Minniti ha siglato un accordo con il governo di Tripoli, per combattere insieme gli scafisti, promettendo in cambio aiuti economici.
I dati di fatto sono che questi irregolari richiedenti asilo dopo tre mesi hanno diritto al documento d’identità e poi quindi possono accedere ai servizi sociali a volte non garantiti agli italiani. Il decreto 142 dell’anno 2015 ha stabilito che per i profughi, il centro di accoglienza o la struttura rappresentano il luogo di dimora abituale ai fini dell’iscrizione anagrafica. Ma è regolare che il richiedente asilo, la cui identità non è stata ancora accertata dalla Commissione prefettizia, possa dimostrare le sue generalità e la sua provenienza a un’anagrafe municipale?

Non vi è dubbio che vi siano motivate insofferenze degli italiani, sia coloro che amministrano che coloro che subiscono le imposizioni della politica. È evidente che, davanti a questa marea crescente di profughi aumenta la paura e l’insicurezza e si inizia a manifestare con proteste e rancori. I casi più eclatanti scaturiti nella violenza si trovano tra le pagine di cronaca quotidiana. Questi episodi nascono dalle chiare falle del nostro sistema di controllo dei migranti che, oltretutto, non va escluso, alimentano profondamente quello che è il potente canale di reclutamento dei futuri e potenziali terroristi, che come vediamo continuano a mietere vittime.

Certe cose sembrano così palesi a tutti, eppure la piaga degli immigrati continua a crescere inesorabilmente. 

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