MADRES PARALELAS SECONDO ME

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  Il 30 ottobre scorso mi sono ritrovato seduto al cinema con degli amici che avevano acquistato 8 biglietti per un film. I programmi sul film da vedere erano ben definiti, ma la sorpresa l’ho realizzata subito. A pellicola già iniziata da qualche minuto ho capito immediatamente che le scene in programmazione non potevano essere quelle che mi aspettavo. Sullo schermo il volto di Penélope Cruz gravida. Ho chiesto cosa stessimo vedendo ma nessuno ricordava il titolo. Solo dopo essermi goduto la storia ho appreso di aver visto “Madres paralelas” di Pedro Almodovar con Penélope Cruz.  Qualcuno ha lamentato di essersi annoiato, invece a me è piaciuto. La storia di Janis e Ana, due donne diverse in tutto, che dividono la stanza dell'ospedale dove entrambe stanno per partorire. Il tutto per raccontare quanto si intrecciano le storie comuni di ognuno di noi con quello che ci accade intorno, in una prospettiva globale molto più ampia. Tanti fatti, errori, scambi e sospetti per trasmettere

I MIGRANTI? A CASA NOSTRA

profughi


Il problema della incessante immigrazione, quasi sempre clandestina e indesiderata, è un tema rovente del nostro territorio nazionale.  Tema centrale della politica italiana ed  europea e lo sarà ancora per molto tempo.

 
Migliaia di uomini, donne e bambini si lanciano, come kamikaze, in cerca di un futuro più roseo e quasi tutti scelgono condizionatamente l’Italia. Gli italiani sono oramai saturi e non ne sopportano più “la presenza”. Alcuni politici lo hanno capito, mentre altri fanno finta di non vedere. Il governo non è più in grado di gestire la situazione diventata complicata e ha cercato le soluzioni più assurde. Dopo aver riempito, all’inverosimile, tutti i centri di accoglienza e le eventuali strutte in abbandono, si sono riversati con proposte indecenti alle regioni ed ai comuni, dietro le tentazioni del dio denaro. Ora, si è arrivati, ad invitare i cittadini all’ospitalità nelle abitazioni private. Il fenomeno è già in atto. Dalla coppia che ospita un Ghanese, alla signora anziana che apre le porte ad un rumeno. Famiglie milanesi che ospitano afghani, single fiorentini che prendono marocchini.

Tra la tante polemiche e discussioni politiche si è sentito spesso dire l’uno all’altro “allora portalo a casa tua”. Eppure si è discusso tanto della cacciata delle immigrate da Goro, delle frecciate tra i partiti contrapposti. Ma perché certi li ospitano mentre altri li vorrebbero rispedire al mittente? Paura?

Evidentemente ci sono alcuni che queste paure le hanno superate. Le persone che ospitano hanno sicuramente molto coraggio, ma altri non saprebbero da dove iniziare, che cosa fare, come comunicare. Il Comune di Milano, con l’assessore al welfare Pierfrancesco Majorino, ha avviato un progetto per cercare famiglie disposte a ospitare i migranti, con un contributo di 350 euro al mese. Forse è questo l’incentivo vero, non l’altruismo, visto la grande crisi economica che ha colpito tutti. Dall’altra parte abbiamo i respingimenti di Donald Trump, neo presidente americano più stravagante degli altri.
 
case ai profughi

Molti avrebbero comunque paura ad ospitare, la paura di: “chi mi metto in casa”. Immaginiamo pure che l’altro possa avere più paura di noi. Come si supera il vero nemico dell’accoglienza?

Ma questa può essere la via giusta, il modo adeguato di affrontare un problema che si deve risolvere?


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