ITALIANI O PROFUGHI.

profughi

Migliaia di uomini donne e bambini ogni anno muoiono sul mezzano di casa nostra. Sono persone che hanno nomi, sogni, sentimenti, e rischiano la vita in mare, trasportati mille per volta, su pessime imbarcazioni, nella speranza di una vita migliore.
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Sono migranti curdi, iracheni, sudanesei, eritrei, siriani, e chi più ne ha più ne metta, che fuggono dalle guerre in patria, dalle carestie, dalle oppressioni, così come probabilmente farebbe ognuno di noi. Eppure l’Unione Europea e gli tutti gli stati più potenti, dovrebbero garantire e difendere i diritti di democrazia e libertà per tutti.  
 
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Sono persone sfruttate in tutto il loro essere, prima dai loro governi, poi da coloro che li trasportano e forse infine, anche da qualche politico, nostro connazionale, che ci guadagna qualche soldo.
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C’è anche da dire che molti italiani sono oramai saturi e non sopportano più la loro presenza, perché diventano vittime dei loro stupri, delle loro ruberie di ogni genere, delle molestie, repliche, manifestazioni, polemiche ed ogni altro tipo di disagio che possono arrecare, al fine, di riuscire ad ottenere da noi, sempre di più. Come se quello che gli viene dato fosse niente

 
Ma se fossimo noi quelli in fuga? Se fosse morto in mare un nostro figlio? Se fosse annegato un nostro fratello? Se fossimo noi quelli costretti  a scappare dalle oppressioni, con la sola colpa di essere  nati e cresciuti in una parte del mondo sfortunata?
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In effetti dovremmo provare ad immaginare come si sentono queste persone che non hanno niente e fuggono per trovare qualcosa.
D’altra parte dovremo pure provare ad immaginare come ci tratterebbero loro se fossimo veramente noi i fuggitivi in cerca di una vita migliore? Ci tratterebbero allo stesso modo? Ci darebbero lo stesso aiuto?

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