Chi decide?


Noi popolo dei seguaci di qualcuno, che viviamo in un paese libero, ogni giorno decidiamo come vestirci, come mangiare, cosa comprare, quale autovettura guidare, quale palestra frequentare, chi votare ecc… Ma è proprio così?
 
Un tempo c’era solo la vecchia e cara tv con i suoi caroselli, poi diventata pubblicità, che tentava con i suoi spot di conviverci ad acquistare un dentifricio piuttosto che un altro. Poi il fenomeno si è ampliato e le scelte che ci hanno proposto sono diventate sempre più complesse.
 
Oramai esiste la rete con tutti i social network che propongono, loghi, app, cantati, attori, politici, beni e ci guidano, senza che ce ne accorgiamo, in una direzione anziché in un’altra. Con il fenomeno dilagante dei Pokemon siamo giunti all’assurdo punto in cui, ormai, un telefono ci dice in che direzione andare per raggiungere il posto di lavoro. Magari sulla strada che ci propone, ci fa fermare davanti ad un negozio che vende una bibita x che poi compriamo.
 
Tutto questo perché forse siamo come animali che preferiscono vivere con le loro abitudini dettate da un  capo branco comodo da seguire.
 
In effetti, è meno faticoso far decidere agli altri, piuttosto che fermarsi a decidere con la propria testa, prendendosi delle responsabilità, con la consapevolezza di poter sbagliare.
 
Ma non possiamo andare avanti mettendo solo un “mi piace” -telecomandato- senza sapere che cosa stiamo veramente promuovendo. Forse può essere accettato sei si tratta di vestito, ma pensate se diventa così per dare consenso ad un politico che poi deciderà per noi.

 
 
 


 
 

 

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